E pensare che sarebbe bastato dichiarare Thiago Silva incedibile alle prime avvisaglie di interesse da parte di sceicchi et similia, ma senza accennare minimamente a qualsivoglia cifra, perchè il solo dire "non lo cediamo neanche per 50 milioni" significa mettere il soggetto in vendita. Insomma, basterebbe parlarsi, pianificare le strategie di mercato al termine della stagione, avere una linea da seguire. Il comportamento di Galliani nella vicenda Thiago Silva, invece, è parso molto simile a quello di un battitore d'aste ... "il signore in blaugrana affre 35 ... 35 e 1 ... 35 e 2 ... il signore sotto la Tour Eiffel offre 40 ... chi offre di più? ... 40 e 1 ... 40 e 2 ... MI CONSEEENTA CRIBBIO ... NON è ANCORA NATO IL SIGNORE CHE VIENE QUA E MI PORTA VIA KAK ... EHM THIAGO SILVIO ... CRIBBIO ..." Poi è evidente che se fai sapere al Thiagone che c'è qualcuno disposto a pagargli 7,5 milioni di ingaggio invece che 4,5 (1,5 in meno rispetto a Sbirulinho), c'è da aspettarsi una richiesta di adeguamento. Il risultato è che dopo tutte le vergognose sceneggiate alle quali abbiamo dovuto assistere, siamo di nuovo li a parlare di Thiago Silva, Leonardo e PSG ...
Rimpianti per la cessione di Pirlo alla Juventus? (come sostiene erroneamente qualcuno) ... neanche uno. Mi vengono brividi di raccapriccio al pensiero di cosa ne sarebbe stato di Andrea nella stagione appena conclusa se fosse finito sotto le grinfie dei preparatori atletici di Milanello. E per di più avendo in programma un decina di partite in più rispetto a quelle giocate dalla gobba. Senza contare che un anno fa avremmo virtualmente lapidato Galliani per aver concesso un triennale da 9 milioni lordi all'anno ad un 32enne fermo da un anno e mezzo. Io l'avrei venduto nell'estate del 2009 per i 18 milioni che offriva il Chelsea. Adesso tutti che si sbrodolano addosso per il cucchiaio del numero 21 contro l'Inghilterra ... va bene, anzi ... è andata bene ... ma io spero che Andrea abbia un maggiore senso critico rispetto agli sbrodoloni che scrivono e parlano, che faccia una sana autocritica per non ripetere gli errori (passati in cavalleria) commessi contro gli inglesi, tipo le solite palle perse per averle trattenute troppo a lungo tra i piedi, o quel paio di corner calciati troppo corti, o quella punizione dall'out di destra ad inizio incontro finita in fallo laterale dalla parte opposta, o quella punizione verso la fine della partita battuta talmente a sorpresa da innescare un pericoloso contropiede inglese ... insomma cerchiamo di guardare e valutare le prestazioni nel loro complesso.
Cambiando discorso, avrei qualcosa da dire anche su Didac Vilà. Il terzino sinistro di proprietà del Milan, in prestito all'Español, che è stato il giocatore di movimento con il maggiore minutaggio nell'ultima Liga spagnola. Gli ex compagni ne lodano le qualità tecniche e le capacità atletiche, il Valencia lo vuole per sostituire Jordi Alba promesso al Barça. Il 23enne spagnolo sembra destinato a diventare un ottimo giocatore per un ruolo che al Milan è scoperto praticamente da 10 anni ... e Galliani cosa dice? Dice che Didac non andra via ... che non andrà via in prestito ma solo a titolo definitivo ... nel frattempo, immemori della lezione che avremmo dovuto imparare con Zambrotta, andiamo a cercare ultratrentenni senza futuro (e con poco presente) come Balzaretti e Dossena ...
mercoledì 27 giugno 2012
mercoledì 20 giugno 2012
Sensazioni
Continuo a sentire eminenti personaggi (ultimo in ordine cronologico Mr. Briatore) sostenere che non si possono rifiutare certe cifre per un difensore ... a parte il fatto che c'è difensore e difensore, uno come Thiago, oggi, è insostituibile. Ma tralasciando le questioni tecniche, vorrei sottolineare il fatto che, ammesso che siano esatte le cifre date in pasto alla pubblica opinione (cifre gonfiate secondo Leonardo), con quei soldi non ci si pagava neanche l'ingaggio ad Ibrahimovic per i due residui anni di contratto dello svedese.
A tal proposito ho maturato la convinzione che la cessione di Thiago fosse subordinata all'accettazione da parte dei parigini del pacchetto completo comprendente i due top-players rossoneri. A quel punto il sacrificio del difensore brasiliano avrebbe almeno avuto senso. Tra la cifra incassata per Thiago (40-45 mln), il risparmio delle due rate da 8 mln da versare al Barça per Ibra (16 mln) e i 66 mln risparmiati per gli ingaggi dei due giocatori nei prossimi due anni (48+18) si sarebbero creati i presupposti per rimettere in sesto il bilancio e per ripartire con un nuovo progetto giovane.
A tal proposito ho maturato la convinzione che la cessione di Thiago fosse subordinata all'accettazione da parte dei parigini del pacchetto completo comprendente i due top-players rossoneri. A quel punto il sacrificio del difensore brasiliano avrebbe almeno avuto senso. Tra la cifra incassata per Thiago (40-45 mln), il risparmio delle due rate da 8 mln da versare al Barça per Ibra (16 mln) e i 66 mln risparmiati per gli ingaggi dei due giocatori nei prossimi due anni (48+18) si sarebbero creati i presupposti per rimettere in sesto il bilancio e per ripartire con un nuovo progetto giovane.
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lunedì 11 giugno 2012
Galliani se l'è fatta addosso ...
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| L'ufficio di Galliani |
Se guardiamo ai precedenti (Sheva e Kakà appunto) ci accorgiamo che la gran parte del ricavato va a beneficio del bilancio, mentre quel poco che si reinveste lo si fa a sproposito, strapagando una pippa come Ricardo Oliveira o acquistando un quarto centravanti (Hunty) per poi sprecarlo all'ala nel 4-2-3-1 di Leonardo ... insomma ... vedremo quanto, e come, verrà reinvestito del ricavato. Ciò che mi pare evidente è che senza il centrale brasiliano la squadra ne uscirà indebolita.
Ma proviamo a fare un ragionamento. Proviamo a dare per scontato, anche se non lo è, che Sheva e Kakà avrebbero conosciuto lo stesso repentino tramonto vissuto a Londra e a Madrid anche se fossero rimasti in rossonero. L'idea di ricavare decine di milioni da un giocatore sull'orlo dell'implosione fisica e/o tecnica sembrerebbe un'idea geniale. Sarebbe una strategia in stile Udinese ma con una tempistica diversa per, ovviamente, traguardi diversi. L'Udinese vende a peso d'oro i suoi gioielli un anno o due dopo la definitiva consacrazione, mentre il Milan potrebbe venderli, sempre a peso d'oro, un anno o due prima della definitiva "dipartita".
A tal proposito mi chiedo quale potrebbe essere oggi la situazione economica del Milan (ma anche quella tecnica), se nel 2008 avessimo, ad esempio, ceduto Gattuso al Bayern invece che convincerlo a restare, o se nel 2009 avessimo venduto Pirlo al Chelsea invece che perderlo a parametro zero per poi vederlo giocare (e vincere) nella Juve. La strategia di sacrificare un campione all'anno (o ogni due) per dare una botta al bilancio ringiovanendo la squadra potrebbe anche pagare, ma dovrebbe essere una scelta strategica, e non una necessità.
P.S. Domanda: dovendo andare a prendere un difensore (diciamo Dedè) lo si paga di meno prendendolo prima di incassare 45/50 milioni o dopo aver incassato 45/50 milioni???
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martedì 22 maggio 2012
Bentornati
Va beh dai ... diamo una spolverata a questo blog un po' trascurato per una momentanea (spero) incapacità di concentrazione sul soggetto del blog stesso.
Vorrei dare il bentornato in Serie A alla prima squadra (per la quale simpatizzo) della mia città, la squadra che fu di Valentino Mazzola, nella speranza di vederla stabilmente ai massimi livelli del calcio italiano.
Ne approfitto anche per fare i complimenti per quanto realizzato quest'anno alla guida del Pescara da quel genio del calcio che risponde al nome di Zdenek Zeman, grande tecnico e grande uomo con il merito particolare di trovare sempre una buona parola da dispensare alla "gobba". Un bentornato anche a Zeman.
Infine vorrei dare il bentornato alle competizioni europee (preliminari di Champions) ad un mito della mia gioventù ... quel Borussia dell'impronunciabile Moenchengladbach che riuscì a rifilare un umiliante 7-1 ai presunti cugini in una Coppa dei Campioni di inizio anni 70. Purtroppo quella partita passò alla storia per una lattina di coca cola che finì inopinatamente sulla capoccia di Boninsegna, fatto che diede l'opportunità agli onestoni (lo erano già allora) di rendere nulla quella partita e rigiocarla. Chi non conoscesse questa vicenda e volesse approfondire, può trovare un resoconto qua.
Vorrei dare il bentornato in Serie A alla prima squadra (per la quale simpatizzo) della mia città, la squadra che fu di Valentino Mazzola, nella speranza di vederla stabilmente ai massimi livelli del calcio italiano.
Ne approfitto anche per fare i complimenti per quanto realizzato quest'anno alla guida del Pescara da quel genio del calcio che risponde al nome di Zdenek Zeman, grande tecnico e grande uomo con il merito particolare di trovare sempre una buona parola da dispensare alla "gobba". Un bentornato anche a Zeman.
Infine vorrei dare il bentornato alle competizioni europee (preliminari di Champions) ad un mito della mia gioventù ... quel Borussia dell'impronunciabile Moenchengladbach che riuscì a rifilare un umiliante 7-1 ai presunti cugini in una Coppa dei Campioni di inizio anni 70. Purtroppo quella partita passò alla storia per una lattina di coca cola che finì inopinatamente sulla capoccia di Boninsegna, fatto che diede l'opportunità agli onestoni (lo erano già allora) di rendere nulla quella partita e rigiocarla. Chi non conoscesse questa vicenda e volesse approfondire, può trovare un resoconto qua.
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venerdì 27 aprile 2012
Che noia che barba ...
Spero di non essere accusato di eresia dai novelli "Torquemada" dell'inquisizione rossonera, ma mi vedo costretto a condividere, con certi "personaggi", la noia e il fastidio per i quasi quotidiani riferimenti di Allegri al maledetto gol fantasma di Muntari. Sarà pur vero che se quello sguercione di Romagnoli avesse visto ciò che era parso evidente a chiunque, molto probabilmente avremmo vinto la partita andando, quella sera, a +4. Anche se con una partita in più rispetto ai bianconeri. Sempre dando per scontato qualcosa di molto probabile, ma non sicuro al 100%, va ricordato che Milan-Juve si disputò nel corso della 25° giornata ... con 39 punti ancora in palio (42 per la gobba). E' invece inconfutabile che nonostante la svista sul gol di Muntari, i 4 punti di vantaggio sulla Juve li avevamo comunque messi insieme. Questo scudetto lo avevamo in cassaforte, Muntari o non Muntari, e se ha preso la strada di Torino le responsabilità sono solo ed esclusivamente nostre.
A proposito di noia, martedì ho assistito, tra uno sbadiglio e l'altro, al brutto spettacolo offerto dal Barcellona contro il Chelsea nel ritorno della semifinale di Champions League. 90 minuti di "tergicristallo" dei blaugrana al limite dell'area avversaria alla vana ricerca di un varco in cui infilarsi. Eppure i catalani erano andati sul 2-0 (risultato che li qualificava per la finale) ed erano in superiorità numerica per la cazzata commessa da Terry. In una situazione del genere, prendere gol in contropiede, nei minuti di recupero del primo tempo, solo per non rinnegare la loro filosofia di gioco, è stata una dimostrazione di ottusità di livello assoluto. Chiudendo la prima frazione sul 2-0, sarebbe bastato, nella ripresa, abbassare il pressing di 20 metri per creare spazi invitanti nei quali infilarsi ... sarebbe stata una mattanza nonostante le condizioni di forma evidentemente non ottimali di Messi e compagni.
A proposito di noia, martedì ho assistito, tra uno sbadiglio e l'altro, al brutto spettacolo offerto dal Barcellona contro il Chelsea nel ritorno della semifinale di Champions League. 90 minuti di "tergicristallo" dei blaugrana al limite dell'area avversaria alla vana ricerca di un varco in cui infilarsi. Eppure i catalani erano andati sul 2-0 (risultato che li qualificava per la finale) ed erano in superiorità numerica per la cazzata commessa da Terry. In una situazione del genere, prendere gol in contropiede, nei minuti di recupero del primo tempo, solo per non rinnegare la loro filosofia di gioco, è stata una dimostrazione di ottusità di livello assoluto. Chiudendo la prima frazione sul 2-0, sarebbe bastato, nella ripresa, abbassare il pressing di 20 metri per creare spazi invitanti nei quali infilarsi ... sarebbe stata una mattanza nonostante le condizioni di forma evidentemente non ottimali di Messi e compagni.
domenica 22 aprile 2012
Bancarotta
Fallimento totale, a tutti i livelli, a 360 gradi. L'altro giorno è stato ratificato il fallimento economico/finanziario nel corso dell'assemblea dei soci ... oggi, contro il Bologna, è stato ratificato il fallimento tecnico, tattico, atletico, medico, strategico, sportivo e politico che coinvolge tutti, dal primo all'ultimo ... compresi quei tifosi che poco tempo fa stavano già montando i tornelli per selezionare l'accesso al "carro" ...
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giovedì 12 aprile 2012
Non ci resta che ...
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| Del Piero dopo la punizione vincente alla Lazio |
A Verona abbiamo invertito i ruoli con i padroni di casa. Abbiamo puntato ad ottenere il risultato vestendo i panni della provinciale. Niente di male in questo atteggiamento quando non c'è altra scelta. A Verona non avremmo meritato i tre punti visto il "gioco" espresso. Ma li abbiamo meritati per l'umiltà con la quale è stata affrontata la partita. Se avessimo messo in campo lo stesso atteggiamento anche contro la Fiorentina, probabilmente staremmo ancora davanti ai bianconeri. La Fiorentina che a cavallo dell'"impresa" di San Siro, le ha prese proprio dal Chievo e, ieri, ha pareggiato, sempre in casa, con il Palermo. Senza i tre punti di Milano la "viola" oggi sarebbe terz'ultima in compagnia del Lecce.
La squadra di Conte, invece, dà sempre la sensazione di poter segnare da un momento all'altro, al contrario delle avversarie che incontra di volta in volta. Anche ieri il 2-1 finale è un risultato bugiardo, fosse finita 4-0 non ci sarebbe stato nulla da dire. Sono la squadra meno "infortunata" d'Italia, corrono come schegge dal 1' al 90'. Hanno conservato un'ottima condizione atletica per tutta la stagione tranne un appannamento di 2/3 settimane in concomitanza con il confronto diretto contro di noi. Insomma, c'è poco da essere ottimisti, anche perchè il calendario ci propone, dopo la Fiorentina, un'altra squadra alla canna del gas, quel Genoa capace di farsi bloccare sul pareggio in casa dal Cesena ormai retrocesso (e prossimo avversario dei gobbi) e primo obiettivo dell'arrembante Lecce nella corsa alla salvezza. Se c'è una squadra, tra Milan e Juve, che pare in grado di vincere tutte e sei le partite che mancano al termine del campionato, quella è proprio la Juve.
Certo che, in caso di scudetto bianconero, per trovare una delusione di pari entità in campionato bisogna tornare indietro nel tempo di quasi quarant'anni, alla fatal Verona del 1973. Ci sono stati nel passato, recente e meno recente, dei "testa a testa" persi sul filo di lana che hanno certamente creato delusione e rimpianti (o rabbia come nel 1990 con la seconda fatal Verona o nel biennio "moggiano" 2005 e 2006), ma annusare il profumo dello scudetto, pregustare il trionfo, provare l'inconfessabile certezza di avere vinto per risvegliarsi con una cocente delusione, è una sensazione che riporta a quell'anno funesto. Non ci resta che sperare nel miracolo ...
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lunedì 9 aprile 2012
Sono Cazzi Amauri
Solo un paio di settimane fa andava di gran moda la frase "lo scudetto lo possiamo perdere solo noi" ... da sabato sera sorge il sospetto che siamo riusciti nell'impresa. E' molto forte la sensazione che il campionato in corso possa finire nel triste elenco delle grandi delusioni del tifoso rossonero, sensazione ulteriormente rafforzata da un esame razionale della situazione.
Si pensava che la trasferta di Catania fosse l'ostacolo più difficile da superare, e che in seguito il "calendario" avrebbe fatto il nostro gioco. E' bastata la 31° giornata per destituire di ogni fondamento e credibilità la "teoria del calendario favorevole". Ciò che conta in questi frangenti sono lo stato psicofisico della squadra, oltre alle qualità tecniche e agonistiche dei giocatori che la compongono. E le capacità e il carisma dell'allenatore.
Purtroppo non c'è un solo parametro che permetta di guardare all'immediato futuro con un minimo di ottimismo. La squadra è falcidiata dagli infortuni, ma non è una novità. Ogni anno si parla di emergenza infortuni come se fosse un evento imprevedibile, ma è una storia che si ripete ormai da tempo, e non si sa come venirne a capo. Sempre riguardo l'aspetto fisico, va sottolineato anche il fatto, reiterato negli anni, che sono rari e ridotti nel tempo i momenti nei quali la squadra pare in buone condizioni atletiche. Perlopiù, nella immaginaria scala della condizione fisica, noi siamo soliti veleggiare tra lo stanchino e lo spompato totale. Contro la Fiorentina c'erano cinque giocatori di movimento inutilizzati a Barcellona, eppure alcuni di loro sono stati tra i peggiori.
A mio parere è stato anche commesso un peccato di presunzione. Dato il livello tecnico della squadra e le condizioni fisiche generali si sarebbe dovuto indicare con chiarezza ai giocatori quali fossero i veri obiettivi da raggiungere (lo Scudetto), deresponsabilizzando la squadra sia riguardo l'impossibile sfida al Barcellona in Champions che per il ritorno di Coppa Italia con la Juve. Invece adesso si parla di contraccolpo psicologico. Inoltre avremmo dovuto preservare determinati giocatori per le partite veramente importanti (quanto ci sarebbe servito Thiagone a Catania e con la Fiorentina ...). Insomma, siamo caduti nel trappolone dell'orgoglio, e rischiamo di confermare quel detto figlio della saggezza popolare che afferma che "chi troppo vuole nulla stringe". Domani con il Chievo, una vittoria non darà certezze riguardo lo scudetto, mentre una mancata vittoria ci taglierà fuori definitivamente. Spero che a Milanello ne siano tutti consapevoli.
Indipendentemente da come andrà a finire, mi piacerebbe che si imparasse la lezione. Se vogliamo veramente competere ai massimi livelli europei dobbiamo cambiare determinate strategie. La politica dei parametri zero e dei rinnovi di massa non paga, e rischia di non pagare neanche tra i confini nazionali. Ma se il "portafoglio" non ci dà altra scelta, allora bisogna avere il coraggio di guardare negli occhi la realtà, determinare realisticamente le priorità e agire di conseguenza.
P.S. Ma del modo scazzato di giocare di Ibra nell'ultimo mese e mezzo ne vogliamo parlare? ... che roba è quella rabona sull'1-1 ? ... e quei due cross finiti in curva effettuati di esterno destro da sinistra? Parlo di Ibra perchè sui vari Mexes, Muntari, Zambrotta, Emanuelson, Robinho ecc. c'è poco da aggiungere ...
P.P.S. Le statistiche stagionali complete sono qua.
Si pensava che la trasferta di Catania fosse l'ostacolo più difficile da superare, e che in seguito il "calendario" avrebbe fatto il nostro gioco. E' bastata la 31° giornata per destituire di ogni fondamento e credibilità la "teoria del calendario favorevole". Ciò che conta in questi frangenti sono lo stato psicofisico della squadra, oltre alle qualità tecniche e agonistiche dei giocatori che la compongono. E le capacità e il carisma dell'allenatore.
Purtroppo non c'è un solo parametro che permetta di guardare all'immediato futuro con un minimo di ottimismo. La squadra è falcidiata dagli infortuni, ma non è una novità. Ogni anno si parla di emergenza infortuni come se fosse un evento imprevedibile, ma è una storia che si ripete ormai da tempo, e non si sa come venirne a capo. Sempre riguardo l'aspetto fisico, va sottolineato anche il fatto, reiterato negli anni, che sono rari e ridotti nel tempo i momenti nei quali la squadra pare in buone condizioni atletiche. Perlopiù, nella immaginaria scala della condizione fisica, noi siamo soliti veleggiare tra lo stanchino e lo spompato totale. Contro la Fiorentina c'erano cinque giocatori di movimento inutilizzati a Barcellona, eppure alcuni di loro sono stati tra i peggiori.
A mio parere è stato anche commesso un peccato di presunzione. Dato il livello tecnico della squadra e le condizioni fisiche generali si sarebbe dovuto indicare con chiarezza ai giocatori quali fossero i veri obiettivi da raggiungere (lo Scudetto), deresponsabilizzando la squadra sia riguardo l'impossibile sfida al Barcellona in Champions che per il ritorno di Coppa Italia con la Juve. Invece adesso si parla di contraccolpo psicologico. Inoltre avremmo dovuto preservare determinati giocatori per le partite veramente importanti (quanto ci sarebbe servito Thiagone a Catania e con la Fiorentina ...). Insomma, siamo caduti nel trappolone dell'orgoglio, e rischiamo di confermare quel detto figlio della saggezza popolare che afferma che "chi troppo vuole nulla stringe". Domani con il Chievo, una vittoria non darà certezze riguardo lo scudetto, mentre una mancata vittoria ci taglierà fuori definitivamente. Spero che a Milanello ne siano tutti consapevoli.
Indipendentemente da come andrà a finire, mi piacerebbe che si imparasse la lezione. Se vogliamo veramente competere ai massimi livelli europei dobbiamo cambiare determinate strategie. La politica dei parametri zero e dei rinnovi di massa non paga, e rischia di non pagare neanche tra i confini nazionali. Ma se il "portafoglio" non ci dà altra scelta, allora bisogna avere il coraggio di guardare negli occhi la realtà, determinare realisticamente le priorità e agire di conseguenza.
P.S. Ma del modo scazzato di giocare di Ibra nell'ultimo mese e mezzo ne vogliamo parlare? ... che roba è quella rabona sull'1-1 ? ... e quei due cross finiti in curva effettuati di esterno destro da sinistra? Parlo di Ibra perchè sui vari Mexes, Muntari, Zambrotta, Emanuelson, Robinho ecc. c'è poco da aggiungere ...
P.P.S. Le statistiche stagionali complete sono qua.
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martedì 3 aprile 2012
Partitaccia
Come affermato l'altro giorno, non nutrivo molte speranze di ottenere la qualificazione al Camp Nou, però confidavo in una bella partita da parte nostra. Purtroppo la dabbenaggine della premiata ditta Mexes-Antonini ci ha messo solo 10 minuti a regalare il vantaggio ai blaugrana, e dopo il pari di Nocerino ci ha pensato l'arbitro a rovinare la partita con un rigore cervellotico.
Il secondo tempo lo abbiamo giocato solo nei primi 8 minuti, fino al 3-1 di Iniesta servito in seguito ad un rimpallo fortunoso e non contrastato da Abate, intento a fare il guardalinee invece che il difensore. Da segnalare il nuovo capitolo della saga del papero zoppo. Il palmipede entra al 70' per Boateng ma deve lasciare il campo un quarto d'ora dopo.
Adesso riportiamo la testa sul campionato, che c'è una Fiorentina da battere e uno scudetto da vincere. Poi a giugno ci saranno da fare alcune valutazioni che dovranno portare a dare una bella rinfrescata alla rosa. Qualcuno ha dato tanto e non ne ha più, qualcun altro ha già fatto il suo tempo.
Il secondo tempo lo abbiamo giocato solo nei primi 8 minuti, fino al 3-1 di Iniesta servito in seguito ad un rimpallo fortunoso e non contrastato da Abate, intento a fare il guardalinee invece che il difensore. Da segnalare il nuovo capitolo della saga del papero zoppo. Il palmipede entra al 70' per Boateng ma deve lasciare il campo un quarto d'ora dopo.
Adesso riportiamo la testa sul campionato, che c'è una Fiorentina da battere e uno scudetto da vincere. Poi a giugno ci saranno da fare alcune valutazioni che dovranno portare a dare una bella rinfrescata alla rosa. Qualcuno ha dato tanto e non ne ha più, qualcun altro ha già fatto il suo tempo.
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sabato 31 marzo 2012
Forza Naaaaaaapule ...
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| Se quel Seghinho tirasse un po' più forte ... |
Riguardo la partita di questa sera, vorrei sottolineare la inevitabile difficoltà che incontra la squadra quando si trova a dover schierare tra le proprie fila quelli che un noto blog rossonero definisce "seghini". Robinho non ce la farò mai a farmelo piacere, neanche quando riesce a buttarla nel sacco ... quando poi al suo posto entra l'"egiziano" e mostra al mondo intero cosa significhi incidere sulla partita, si pone automaticamente la domanda sul perchè ci si ostini a schierare l'uno dal primo minuto e l'altro nell'ultimo quarto d'ora ... nel caso specifico mi sono risposto che il Faraone sia stato preservato da Allegri per essere schierato nell'undici di partenza martedì in Catalunya.
Il secondo seghino è il clone del primo, e non saranno un paio di partite decenti e un gol a farmi ricredere sul suo conto. Il terzo è Aquilani che, come sua consuetudine, ad una buona prima parte di stagione fa seguire una prolungata assenza per infortunio ed un rientro povero di buone prestazioni ... lento e macchinoso nei movimenti, inefficace sia in copertura che in fase offensiva. Già che ci sono, vorrei dire qualche cosa anche a proposito di Ibra. Che il Dio del Calcio ce lo preservi in salute e senza troppi mal di pancia, per carità ... ma è un mese che gioca di me....lma, ha l'aria perennemente scazzata, sbaglia un sacco di palloni, ma poi la butta dentro ed ecco che fioccano i 7,5 e gli 8 sui giornali. Poi tutti a dire che in europa lo svedese dà il peggio di sè, ma se devo dire la verità, nell'ultimo mese e mezzo la migliore prestazione di Ibra è stata proprio quella contro i catalani di mercoledì scorso.
A proposito di Barcellona. Dopo il sorteggio dei quarti attribuivo al Milan una possibiltà su cento di accedere alle semifinali ... giusto perchè nel calcio non si sa mai. Mi auguravo soltanto di non fare la brutta fine del Leverkusen. Adesso le possibilità sono salite a due su cento. E' possibile che, come teme Guardiola, i catalani avranno bisogno di segnare almeno due reti per passare il turno, ma temo che li faranno. A differenza di qualcuno, comunque, ho apprezzato la partita di mercoledì. L'umiltà è una dote, la presunzione una tara. Se volevamo mettere in difficoltà il Barça dovevamo fare esattamente ciò che abbiamo fatto ... e per di più lo abbiamo fatto bene.
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