IBRA - C'è da augurarsi che il Barça non vinca la Champions quest'anno ... va via dall'Inter e l'Inter vince la Coppa, se va via dal Barça e il Barça vince la Coppa è una vera maledizione ... la maledizione di Ibramsete II ...
ODDO - Ieri il nuovo testimonial di Amnesty International è stato protagonista di una manifestazione a sostegno dei diritti umani.
A.I.C. - Il Sindacato dei Calciatori, preso atto di avere un portavoce ormai troppo impegnato nel sociale, sta cercando il sostituto ...
SEEDORF - Non convocato ... in questi ultimi giorni si è allenato poco per alcuni problemi fisici, Allegri non lo ha convocato ... il fatto ha una sua logica.
Negli anni passati (fonte MC, Buffa o Ghisi ... forse Buffa), in una situazione simile l'allenatore avrebbe chiesto a Clarence: "Come stai?!? ... te la senti ?!?" ...
NESTA - Non convocato ... sciatalgia. Allegri sostiene di volerlo solo preservare in vista della gara di Champions con l'Auxerre ... speriamo in bene ... nel frattempo problemi anche per Thiago Silva.
domenica 12 settembre 2010
giovedì 9 settembre 2010
Statistiche Milan-Lecce 4-0
MilaNumbers (1)
1° Giornata 29.08.2010
MILAN - LECCE 4-0 Pato 16' - Thiago 23' - Pato 28' - Inzaghi 90'
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mercoledì 8 settembre 2010
Spigolature Rossonere
Huntelaar - Quando se ne andò Gilardino sapevo che ovunque fosse andato avrebbe fatto bene (in tutti i sensi). Ho sempre considerato il suo un problema di carenza di personalità.
Per l'olandese le cause sono diverse, ma sono convinto che anche lui farà bene. Probabilmente ha patito il passaggio in meno di un anno dall'Olanda all'Italia passando per la tappa intermedia in Spagna ... da noi non è riuscito ad ambientarsi e non è stato utilizzato secondo le sue caratteristiche. In Germania troverà i punti di riferimento che gli sono mancati in questo anno e mezzo vissuto nella cultura latina ... intanto, due gare e cinque gol con la sua nazionale.
Identità italiana - Una caratteristica che ha contraddistinto il Milan nell'era post Bosman è stata la presenza di quello che viene definito lo "zoccolo duro" di giocatori italiani che rappresenta l' "anima" della squadra e ne preserva l'identità.
Mettendo in ordine decrescente per età i 28 giocatori che compongono la rosa, ci si accorge che la metà più anziana (da Inzaghi a Bonera) è composta da dieci italiani e quattro stranieri, mentre la metà più giovane (da Ibra a Oduamadi) è composta da tre italiani e undici stranieri ... una chiara inversione di tendenza.
A proposito di età - Attribuendo ad ognuno dei giocatori rossoneri l'età espressa in anni e mesi compiuta a dicembre 2010 (a metà stagione), si rileva quanto segue:
età media di squadra: 29 anni e 4 mesi
età media giocatori di movimento: 28 anni e 11 mesi
età media portieri (Abbiati, Amelia, Roma): 32 anni e 10 mesi
età media difensori (Nesta, Thiago, Sokratis, Bonera, Yepes, Onyewu): 29 anni e 5 mesi
età media terzini (Antonini, Zambrotta, Abate, Montelongo, Janku, Oddo): 29 anni e 7 mesi
età media centrocampisti (Flamini, Pirlo, Ambro, Seedorf, Boateng, Gattuso, Strasser): 29 anni e 2 mesi
età media attaccanti (Pato, Ibra, Dinho, Robinho, Inzaghi, Oduamadi): 27 anni e 7 mesi
Kakà - Si vocifera di un suo possibile approdo in nerazzurro a gennaio ... Ibra al Milan ha prodotto copiosi versamenti di bile ai presunti cugini, Kakà all'Inter sarebbe immensamente peggio ... si rischierebbe l'esplosione del fegato. Mi appello al buon senso e ai sentimenti di Ricardino, la sua immagine nella storia rossonera ne risulterebbe irrimediabilmente distrutta.
The "Fab Four" - C'è chi li vorrebbe vedere tutti insieme appassionatamente ... ammetto che sarebbe affascinante, ma l'equilibrio di squadra verrebbe compromesso anche rinunciando a Pirlo per piazzare due mediani a protezione della difesa. Credo che Robinho, Pato, Dinho e Ibra li vedremo contemporaneamente in campo solo per sbloccare o recuperare un risultato ... e magari in qualche amichevole.
Per l'olandese le cause sono diverse, ma sono convinto che anche lui farà bene. Probabilmente ha patito il passaggio in meno di un anno dall'Olanda all'Italia passando per la tappa intermedia in Spagna ... da noi non è riuscito ad ambientarsi e non è stato utilizzato secondo le sue caratteristiche. In Germania troverà i punti di riferimento che gli sono mancati in questo anno e mezzo vissuto nella cultura latina ... intanto, due gare e cinque gol con la sua nazionale.
Identità italiana - Una caratteristica che ha contraddistinto il Milan nell'era post Bosman è stata la presenza di quello che viene definito lo "zoccolo duro" di giocatori italiani che rappresenta l' "anima" della squadra e ne preserva l'identità.
Mettendo in ordine decrescente per età i 28 giocatori che compongono la rosa, ci si accorge che la metà più anziana (da Inzaghi a Bonera) è composta da dieci italiani e quattro stranieri, mentre la metà più giovane (da Ibra a Oduamadi) è composta da tre italiani e undici stranieri ... una chiara inversione di tendenza.
A proposito di età - Attribuendo ad ognuno dei giocatori rossoneri l'età espressa in anni e mesi compiuta a dicembre 2010 (a metà stagione), si rileva quanto segue:
età media di squadra: 29 anni e 4 mesi
età media giocatori di movimento: 28 anni e 11 mesi
età media portieri (Abbiati, Amelia, Roma): 32 anni e 10 mesi
età media difensori (Nesta, Thiago, Sokratis, Bonera, Yepes, Onyewu): 29 anni e 5 mesi
età media terzini (Antonini, Zambrotta, Abate, Montelongo, Janku, Oddo): 29 anni e 7 mesi
età media centrocampisti (Flamini, Pirlo, Ambro, Seedorf, Boateng, Gattuso, Strasser): 29 anni e 2 mesi
età media attaccanti (Pato, Ibra, Dinho, Robinho, Inzaghi, Oduamadi): 27 anni e 7 mesi
Kakà - Si vocifera di un suo possibile approdo in nerazzurro a gennaio ... Ibra al Milan ha prodotto copiosi versamenti di bile ai presunti cugini, Kakà all'Inter sarebbe immensamente peggio ... si rischierebbe l'esplosione del fegato. Mi appello al buon senso e ai sentimenti di Ricardino, la sua immagine nella storia rossonera ne risulterebbe irrimediabilmente distrutta.
The "Fab Four" - C'è chi li vorrebbe vedere tutti insieme appassionatamente ... ammetto che sarebbe affascinante, ma l'equilibrio di squadra verrebbe compromesso anche rinunciando a Pirlo per piazzare due mediani a protezione della difesa. Credo che Robinho, Pato, Dinho e Ibra li vedremo contemporaneamente in campo solo per sbloccare o recuperare un risultato ... e magari in qualche amichevole.
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Spigolature Rossonere
giovedì 2 settembre 2010
Calciomercato 2010
La trama è quella del "Brutto anatroccolo" di Andersen ... il mercato rossonero sembra la fotocopia di quello asfittico dello scorso anno, i primi movimenti corrispondono all'arrivo di un parametro zero di 34 anni (Yepes) che sostituisce il 38enne Favalli, e al prestito con diritto di riscatto della metà di Amelia per il sospirato addio a Nelson Dida ... nel frattempo anche Storari, di ritorno dal prestito alla Samp, viene ceduto a titolo definitivo alla Juve per circa 4,5 milioni.
Con il Genoa di Preziosi si imbastiscono un discreto numero di trattative ... arriva il greco Sokratis in cambio della cifra incassata dalla cessione di Storari e delle comproprietà di Zigoni (che va a giocare in Liguria) e di Oduamadi e Strasser (che invece rimangono al Milan).
E' un mercato che ha come obiettivo primario non aggravare la situazione di bilancio prevista per il 2010, che secondo le stime dovrebbe aggirarsi sui 50 milioni di deficit, e, se possibile, dare una rinfrescata alla rosa.
La stagione degli spalmamenti mette malumore ai tifosi ... ad Inzaghi, andato a scadenza, viene proposto un contratto per un altro anno, Abbiati prolunga, Oddo e Zambrotta spalmano l'ingaggio dell'ultimo anno di contratto su due.
Nel frattempo continuano le "sinergie" tra Milan e Genoa che, senza gravare sul bilancio, producono il prestito con diritto di riscatto dell'intero cartellino del ghanese di Berlino Kevin Prince Boateng, una trasfusione di muscoli e dinamismo per un centrocampo ormai scolpito nel tempo.
L'arrivo del ghanese è accolto con favore dalla tifoseria, ma la "sponda" con Preziosi genera sarcasmo e critiche ... per fare mercato ci siamo ridotti ad essere la succursale del Genoa.
Sta di fatto che con questa politica nell'ultima settimana di mercato il brutto anatroccolo si trasforma improvvisamente in un cigno ... quello che sembrava impossibile diventa realtà.
Si porta a casa nientemeno che Ibrahimovic a condizioni che tutti considerano miracolose (ma su questo ho un'altra idea), e si chiude con il botto nelle ultime ore con l'acquisto di Robinho a 18 milioni + bonus.
Con una simile settimana è passato sotto silenzio anche l'arrivo in prestito con diritto di riscatto di un terzino destro uruguagio di 23 anni: Bruno Montelongo.
Per il mercato in uscita l'ultimo giorno disponibile ha portato alle cessioni di Kaladze al Genoa, di Huntelaar allo Schalke 04, e di Borriello alla Roma.
Personalmente la cessione di Borriello mi è molto dispiaciuta, e anche la contropartita economica (10 milioni per il riscatto) mi sembra inferiore al valore del giocatore. Sono convinto che se fosse arrivato solo Ibra, Marco sarebbe rimasto ... quattro candidati per tre posti sono una concorrenza che avrebbe consentito un buon numero di presenze, la decisione di Marco di andare via molto probabilmente è nata dopo aver saputo che sarebbe arrivato anche Robinho.
Cinque pretendenti (più Inzaghi) per tre posti li ha evidentemente considerati un pò troppi.
Novità di rilievo anche a livello giovanile. I nomi più interessanti sono quelli di Mattia Desole (terzino sinistro svizzero classe 93 svincolato dall'Inter), Marco Fossati (regista classe 92 arrivato anche lui dall'Inter insieme a Daminuta e Filkor in cambio del mancato riscatto di Mancini), Adrià Perez Carmona (esterno sinistro alto classe 92 svincolatosi dal Barcellona) e Luca Santonocito, centrocampista classe 91 proveniente dal Celtic e forse già pronto per la prima squadra.
A questo punto si può fare il punto sulla rosa a disposizione di Allegri per la stagione appena iniziata, e dare un'occhiata ai cambiamenti che si sono verificati.
Tra i portieri è arrivato Amelia e sono partiti Dida e Storari.
Difensori: Sokratis e Yepes al posto di Kaladze e Favalli.
Terzini: Montelongo nuovo arrivato.
Centrocampisti: Boateng al posto di Beckham
Attaccanti: Ibra e Robinho per Borriello e Hunty (oltre a Mancini, Di Gennaro, Zigoni e Adiyiah che lo scorso anno avevano giocato poco o niente).
Con il Genoa di Preziosi si imbastiscono un discreto numero di trattative ... arriva il greco Sokratis in cambio della cifra incassata dalla cessione di Storari e delle comproprietà di Zigoni (che va a giocare in Liguria) e di Oduamadi e Strasser (che invece rimangono al Milan).
E' un mercato che ha come obiettivo primario non aggravare la situazione di bilancio prevista per il 2010, che secondo le stime dovrebbe aggirarsi sui 50 milioni di deficit, e, se possibile, dare una rinfrescata alla rosa.
La stagione degli spalmamenti mette malumore ai tifosi ... ad Inzaghi, andato a scadenza, viene proposto un contratto per un altro anno, Abbiati prolunga, Oddo e Zambrotta spalmano l'ingaggio dell'ultimo anno di contratto su due.
Nel frattempo continuano le "sinergie" tra Milan e Genoa che, senza gravare sul bilancio, producono il prestito con diritto di riscatto dell'intero cartellino del ghanese di Berlino Kevin Prince Boateng, una trasfusione di muscoli e dinamismo per un centrocampo ormai scolpito nel tempo.
L'arrivo del ghanese è accolto con favore dalla tifoseria, ma la "sponda" con Preziosi genera sarcasmo e critiche ... per fare mercato ci siamo ridotti ad essere la succursale del Genoa.
Sta di fatto che con questa politica nell'ultima settimana di mercato il brutto anatroccolo si trasforma improvvisamente in un cigno ... quello che sembrava impossibile diventa realtà.
Si porta a casa nientemeno che Ibrahimovic a condizioni che tutti considerano miracolose (ma su questo ho un'altra idea), e si chiude con il botto nelle ultime ore con l'acquisto di Robinho a 18 milioni + bonus.
Con una simile settimana è passato sotto silenzio anche l'arrivo in prestito con diritto di riscatto di un terzino destro uruguagio di 23 anni: Bruno Montelongo.
Per il mercato in uscita l'ultimo giorno disponibile ha portato alle cessioni di Kaladze al Genoa, di Huntelaar allo Schalke 04, e di Borriello alla Roma.
Personalmente la cessione di Borriello mi è molto dispiaciuta, e anche la contropartita economica (10 milioni per il riscatto) mi sembra inferiore al valore del giocatore. Sono convinto che se fosse arrivato solo Ibra, Marco sarebbe rimasto ... quattro candidati per tre posti sono una concorrenza che avrebbe consentito un buon numero di presenze, la decisione di Marco di andare via molto probabilmente è nata dopo aver saputo che sarebbe arrivato anche Robinho.
Cinque pretendenti (più Inzaghi) per tre posti li ha evidentemente considerati un pò troppi.
Novità di rilievo anche a livello giovanile. I nomi più interessanti sono quelli di Mattia Desole (terzino sinistro svizzero classe 93 svincolato dall'Inter), Marco Fossati (regista classe 92 arrivato anche lui dall'Inter insieme a Daminuta e Filkor in cambio del mancato riscatto di Mancini), Adrià Perez Carmona (esterno sinistro alto classe 92 svincolatosi dal Barcellona) e Luca Santonocito, centrocampista classe 91 proveniente dal Celtic e forse già pronto per la prima squadra.
A questo punto si può fare il punto sulla rosa a disposizione di Allegri per la stagione appena iniziata, e dare un'occhiata ai cambiamenti che si sono verificati.
Tra i portieri è arrivato Amelia e sono partiti Dida e Storari.
Difensori: Sokratis e Yepes al posto di Kaladze e Favalli.
Terzini: Montelongo nuovo arrivato.
Centrocampisti: Boateng al posto di Beckham
Attaccanti: Ibra e Robinho per Borriello e Hunty (oltre a Mancini, Di Gennaro, Zigoni e Adiyiah che lo scorso anno avevano giocato poco o niente).
LA ROSA 2010/2011
PORTIERI:
Abbiati - Amelia - Roma
DIFENSORI:
Thiago - Nesta - Sokratis - Bonera - Yepes - Onyewu
TERZINI:
Antonini - Zambrotta - Abate - Montelongo - Oddo - Jankulovsky
CENTROCAMPISTI:
Flamini - Pirlo - Ambrosini - Boateng - Seedorf - Gattuso - Strasser
ATTACCANTI:
Pato - Ibrahimovic - Ronaldinho - Robinho - Inzaghi - Oduamadi
GIOVANI AGGREGABILI:
Albertazzi - Merkel - Novinic - Santonocito - Verdi - Beretta
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domenica 29 agosto 2010
Ibra? ... ok, il prezzo è giusto.
La matematica non è un'opinione ... ma a volte va interpretata.
Premetto che non sono un esperto di bilanci, ma dopo che l'argomento è diventato così determinante per il Milan in questi ultimi anni, ho cercato di documentarmi un pò ... quindi non escludo che in quello che dirò ci saranno delle inesattezze, ma penso che il discorso di fondo possa essere comunque valido.
Il Milan acquisisce Ibra in prestito con diritto di riscatto fissato a 24 mln pagabili in tre anni a partire dalla prossima stagione.
Vista la valutazione di 70 mln raggiunta dallo svedese solo un anno fa, questa operazione ha del clamoroso. Se, però, si prova a fare un certo ragionamento, si arriva ad una conclusione sorprendente: il prezzo pagato dal Milan è quello giusto.
Lo scorso anno Ibra passa dall'Inter al Barça per 50 mln + Etoo, ma questa formula è solo una semplificazione.
In realtà lo svedese passa ai catalani per 70 mln, mentre Etoo passa ai nerazzurri in cambio di 20 mln.
Questa sottolineatura è importante perchè l'ammortamento dello svedese sul bilancio blaugrana va conteggiato su 70 mln in 5 anni e non su 50 mln.
La quota di ammortamento annuale (70:5) è di 14 mln, ne consegue che l'investimento residuo da ammortizzare dopo l'anno giocato da Ibra a Barcellona è di 56 mln.
Se l'operazione Ibra al Milan si fosse risolta come sembrava 2/3 giorni fa (cessione definitiva a 40 mln), il Barça avrebbe prodotto una minusvalenza di 16 mln (anche se non bisogna dimenticare i 20 mln incassati dall'Inter per Etoo), 16 mln che rappresentano l'ingaggio lordo di Ibra risparmiato dai catalani per la stagione appena cominciata portando, di fatto, in parità il bilancio dell'operazione Ibra per le casse catalane (i 12 mln netti diventano circa 16, e non 24, per effetto della fiscalità spagnola).
La formula scelta per il trasferimento di Ibra al Milan è vantaggiosa per i rossoneri in quanto non incide sul bilancio 2010 (se non per parte dell'ingaggio dello svedese), mentre non sposta quasi niente per le casse blaugrana.
Infatti, dando per un anno in prestito Ibra al Milan, il Barça può mettere a bilancio un'altra quota di ammortamento da 14 mln portando l'investimento residuo da ammortizzare da 56 mln a 42.
La differenza tra questi 42 mln e i 24 che prenderà dal Milan sono 18 mln di minusvalenza ... che vengono parzialmente equilibrati dai 16 mln di ingaggio risparmiati.
In totale al Barça l'operazione Ibra ha prodotto un deficit di 2 mln ... un prezzo ritenuto equo dai catalani per liberarsi dell'ingombrante presenza di Mino Raiola, il vero fattore di preoccupazione di tutta questa vicenda in ottica rossonera.
Premetto che non sono un esperto di bilanci, ma dopo che l'argomento è diventato così determinante per il Milan in questi ultimi anni, ho cercato di documentarmi un pò ... quindi non escludo che in quello che dirò ci saranno delle inesattezze, ma penso che il discorso di fondo possa essere comunque valido.
Il Milan acquisisce Ibra in prestito con diritto di riscatto fissato a 24 mln pagabili in tre anni a partire dalla prossima stagione.
Vista la valutazione di 70 mln raggiunta dallo svedese solo un anno fa, questa operazione ha del clamoroso. Se, però, si prova a fare un certo ragionamento, si arriva ad una conclusione sorprendente: il prezzo pagato dal Milan è quello giusto.
Lo scorso anno Ibra passa dall'Inter al Barça per 50 mln + Etoo, ma questa formula è solo una semplificazione.
In realtà lo svedese passa ai catalani per 70 mln, mentre Etoo passa ai nerazzurri in cambio di 20 mln.
Questa sottolineatura è importante perchè l'ammortamento dello svedese sul bilancio blaugrana va conteggiato su 70 mln in 5 anni e non su 50 mln.
La quota di ammortamento annuale (70:5) è di 14 mln, ne consegue che l'investimento residuo da ammortizzare dopo l'anno giocato da Ibra a Barcellona è di 56 mln.
Se l'operazione Ibra al Milan si fosse risolta come sembrava 2/3 giorni fa (cessione definitiva a 40 mln), il Barça avrebbe prodotto una minusvalenza di 16 mln (anche se non bisogna dimenticare i 20 mln incassati dall'Inter per Etoo), 16 mln che rappresentano l'ingaggio lordo di Ibra risparmiato dai catalani per la stagione appena cominciata portando, di fatto, in parità il bilancio dell'operazione Ibra per le casse catalane (i 12 mln netti diventano circa 16, e non 24, per effetto della fiscalità spagnola).
La formula scelta per il trasferimento di Ibra al Milan è vantaggiosa per i rossoneri in quanto non incide sul bilancio 2010 (se non per parte dell'ingaggio dello svedese), mentre non sposta quasi niente per le casse blaugrana.
Infatti, dando per un anno in prestito Ibra al Milan, il Barça può mettere a bilancio un'altra quota di ammortamento da 14 mln portando l'investimento residuo da ammortizzare da 56 mln a 42.
La differenza tra questi 42 mln e i 24 che prenderà dal Milan sono 18 mln di minusvalenza ... che vengono parzialmente equilibrati dai 16 mln di ingaggio risparmiati.
In totale al Barça l'operazione Ibra ha prodotto un deficit di 2 mln ... un prezzo ritenuto equo dai catalani per liberarsi dell'ingombrante presenza di Mino Raiola, il vero fattore di preoccupazione di tutta questa vicenda in ottica rossonera.
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giovedì 26 agosto 2010
L'Ibra di Lerna
Confesso che il possibile arrivo di Ibrahimovic mi ha piuttosto disorientato.
Da un lato l'approdo in rossonero dello svedese cambia le prospettive per la stagione che sta per cominciare.
Se ha vinto gli ultimi otto campionati disputati (che gli scaramantici diano libero sfogo ai loro riti, ne manca uno per trasformarlo nel drago a nove teste della mitologia greca), un pò sarà anche un caso, ma è indubbio il contributo essenziale fornito da Zlatan soprattutto nei titoli vinti con la maglia nerazzurra.
Da un altro lato la storia di Ibra è un fattore che collide con il piacere che prova il tifoso all'arrivo di un campione nella propria squadra.
Prima la militanza nella Juve negli anni immediatamente precedenti la deflagrazione del caso calciopoli, poi la virata dell'estate 2006 che ha portato Ibra ai presunti cugini quando era praticamente già diventato rossonero, e infine gli anni nerazzurri che ci hanno visti affrontare quasi inermi gli "odiati" concittadini.
In qualche modo si pone anche una sorta di "questione morale".
Ammesso che arrivi, saranno importanti le condizioni economiche del trasferimento.
Se questa operazione dovesse sconfessare la linea del fair-play finanziario intrapresa in questi ultimi tempi, il disorientamento aumenterebbe, instillando il dubbio di aver "sofferto" determinate situazioni e perso alcune opportunità per una nuova linea filosofica non poi così vincolante.
Questione tecnico/tattica
E' chiaro che Ibrahimovic determina un upgrade tecnico alla squadra, ma, a mio parere, questo differenziale tecnico positivo si ridurrebbe se a lasciare il Milan fosse Borriello anzichè Hunty.
L'olandese, dopo un anno, sembra ancora un corpo estraneo ... non si è ambientato per niente e, pur essendo un gran finalizzatore, non possiede quelle caratteristiche che hanno permesso al napoletano di rendersi utile alla squadra al di là dei 15 gol realizzati.
Infine inviterei i tifosi a tenere un atteggiamento sobrio sia per quanto riguarda le aspettative per questa stagione (facciamo i conti alla fine, senza trionfalismi prematuri), che per quanto riguarda il giudizio su proprietà e dirigenza per l'operato in questi ultimi cinque anni.
Pubblicato sul MilanDayBlog
http://milandayblog.wordpress.com/2010/08/25/libra-di-lerna/
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| L'Idra di Lerna |
Se ha vinto gli ultimi otto campionati disputati (che gli scaramantici diano libero sfogo ai loro riti, ne manca uno per trasformarlo nel drago a nove teste della mitologia greca), un pò sarà anche un caso, ma è indubbio il contributo essenziale fornito da Zlatan soprattutto nei titoli vinti con la maglia nerazzurra.
Da un altro lato la storia di Ibra è un fattore che collide con il piacere che prova il tifoso all'arrivo di un campione nella propria squadra.
Prima la militanza nella Juve negli anni immediatamente precedenti la deflagrazione del caso calciopoli, poi la virata dell'estate 2006 che ha portato Ibra ai presunti cugini quando era praticamente già diventato rossonero, e infine gli anni nerazzurri che ci hanno visti affrontare quasi inermi gli "odiati" concittadini.
In qualche modo si pone anche una sorta di "questione morale".
Ammesso che arrivi, saranno importanti le condizioni economiche del trasferimento.
Se questa operazione dovesse sconfessare la linea del fair-play finanziario intrapresa in questi ultimi tempi, il disorientamento aumenterebbe, instillando il dubbio di aver "sofferto" determinate situazioni e perso alcune opportunità per una nuova linea filosofica non poi così vincolante.
Questione tecnico/tattica
E' chiaro che Ibrahimovic determina un upgrade tecnico alla squadra, ma, a mio parere, questo differenziale tecnico positivo si ridurrebbe se a lasciare il Milan fosse Borriello anzichè Hunty.
L'olandese, dopo un anno, sembra ancora un corpo estraneo ... non si è ambientato per niente e, pur essendo un gran finalizzatore, non possiede quelle caratteristiche che hanno permesso al napoletano di rendersi utile alla squadra al di là dei 15 gol realizzati.
Infine inviterei i tifosi a tenere un atteggiamento sobrio sia per quanto riguarda le aspettative per questa stagione (facciamo i conti alla fine, senza trionfalismi prematuri), che per quanto riguarda il giudizio su proprietà e dirigenza per l'operato in questi ultimi cinque anni.
Pubblicato sul MilanDayBlog
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lunedì 23 agosto 2010
Prove tecniche di trasmissione.
Devo dire che quando ieri sera ho visto la formazione del Milan, mi è tornata in mente una statistica dello scorso anno: con Dinho, Seedorf e Pirlo contemporaneamente in campo il Milan ha ottenuto un punto a partita di media.
Statistica confermata anche per il Trofeo Berlusconi.
Premesso che il clima partita è stato molto amichevole, si possono provare a rilevare analogie e differenze tra questa squadra e quella dello scorso anno.
Lo schema proposto è un 4-3-3 in fase offensiva che si trasforma in un 4-4-2 in fase di non possesso per effetto dei profondi ripiegamenti di Oduamadi schierato largo a destra in sostituzione di Pato.
Il giovane nigeriano ha probabilmente patito emozionalmente l'impatto con San Siro, in attacco ha pasticciato parecchio, ma il suo lavoro in copertura si è rivelato prezioso per gli equilibri della squadra.
L'altra novità rispetto allo scorso anno è rappresentata dal greco Sokratis che mi ha quasi entusiasmato per l'autorevolezza con cui ha giocato e la sicurezza che ha dato al reparto difensivo formando con Thiago una gran bella coppia di centrali. Ovvio che non basta una partita per dare giudizi definitivi, ma l'inizio è davvero incoraggiante.
Capitolo Ronaldinho ... come tutti i tifosi ho le mie simpatie e le mie antipatie, ma pretendo ma me stesso obiettività e "onestà intellettuale".
La prova del brasiliano è stata abbondantemente positiva. Oltre ai soliti numeri ha offerto alla squadra una presenza costante nei 90 minuti, senza concedersi lunghe pause come capitava troppo spesso lo scorso anno.
Nel finale di gara ha agito in posizione più centrale, dimostrando disponibilità a ricoprire zone del campo diverse da quelle solitamente frequentate. Insomma, sembra che gli stimoli non gli manchino.
Il centrocampo ha funzionato ad intermittenza, cose buone alternate ad altre meno positive.
Flamini sembra possedere un passo diverso da quello dei colleghi di reparto, ma anche per lui alle luci di un numero da grande giocatore ha fatto seguire le ombre del solito cartellino giallo collezionato.
Ancora un'ottima partita di Antonini, che alle qualità di rilievo aggiunge una consapevolezza dei propri mezzi e una fiducia in sè stesso che gli consentono di esprimere tutto il suo potenziale.
Per finire, buone le prestazioni di Bonera e Abbiati, mentre Borriello (che mi auguro non venga ceduto) è ancora in ritardo di condizione anche se ha mostrato qualche leggero progresso.
Se guardiamo ai problemi creati dalle assenze forzate di Pato e Nesta negli ultimi tre mesi della scorsa stagione, sembra che il problema dei centrali sia risolto (oltre al greco si può contare su Yepes e lo stesso Bonera), mentre per completare e assortire meglio la batteria degli attaccanti ... attendiamo novità dalla Catalunya.
Statistica confermata anche per il Trofeo Berlusconi.
Premesso che il clima partita è stato molto amichevole, si possono provare a rilevare analogie e differenze tra questa squadra e quella dello scorso anno.
Lo schema proposto è un 4-3-3 in fase offensiva che si trasforma in un 4-4-2 in fase di non possesso per effetto dei profondi ripiegamenti di Oduamadi schierato largo a destra in sostituzione di Pato.
Il giovane nigeriano ha probabilmente patito emozionalmente l'impatto con San Siro, in attacco ha pasticciato parecchio, ma il suo lavoro in copertura si è rivelato prezioso per gli equilibri della squadra.
L'altra novità rispetto allo scorso anno è rappresentata dal greco Sokratis che mi ha quasi entusiasmato per l'autorevolezza con cui ha giocato e la sicurezza che ha dato al reparto difensivo formando con Thiago una gran bella coppia di centrali. Ovvio che non basta una partita per dare giudizi definitivi, ma l'inizio è davvero incoraggiante.
Capitolo Ronaldinho ... come tutti i tifosi ho le mie simpatie e le mie antipatie, ma pretendo ma me stesso obiettività e "onestà intellettuale".
La prova del brasiliano è stata abbondantemente positiva. Oltre ai soliti numeri ha offerto alla squadra una presenza costante nei 90 minuti, senza concedersi lunghe pause come capitava troppo spesso lo scorso anno.
Nel finale di gara ha agito in posizione più centrale, dimostrando disponibilità a ricoprire zone del campo diverse da quelle solitamente frequentate. Insomma, sembra che gli stimoli non gli manchino.
Il centrocampo ha funzionato ad intermittenza, cose buone alternate ad altre meno positive.
Flamini sembra possedere un passo diverso da quello dei colleghi di reparto, ma anche per lui alle luci di un numero da grande giocatore ha fatto seguire le ombre del solito cartellino giallo collezionato.
Ancora un'ottima partita di Antonini, che alle qualità di rilievo aggiunge una consapevolezza dei propri mezzi e una fiducia in sè stesso che gli consentono di esprimere tutto il suo potenziale.
Per finire, buone le prestazioni di Bonera e Abbiati, mentre Borriello (che mi auguro non venga ceduto) è ancora in ritardo di condizione anche se ha mostrato qualche leggero progresso.
Se guardiamo ai problemi creati dalle assenze forzate di Pato e Nesta negli ultimi tre mesi della scorsa stagione, sembra che il problema dei centrali sia risolto (oltre al greco si può contare su Yepes e lo stesso Bonera), mentre per completare e assortire meglio la batteria degli attaccanti ... attendiamo novità dalla Catalunya.
mercoledì 18 agosto 2010
Florentino, il nipotino di Santiago
E' notizia di ieri l'acquisto di Mesut Özil da parte del Real Madrid.
Il giovane tedesco di stirpe turca (22 anni ad ottobre) è il sesto acquisto stagionale dei blancos; a parte il portoghese Ricardo Carvalho, che ha compiuto 32 anni a maggio, gli spagnoli hanno fatto mambassa di giovani dal futuro assicurato: il sopracitato Özil, Angel Di Maria (argentino, febbraio '88); Canales, talentuoso trequartista classe '91 prelevato dal Racing Santander; Pedro Leòn, 24 anni a novembre, centrocampista che sembrava potesse arrivare al Milan un paio di mesi fa; Sami Khedira, tedesco di origini tunisine, classe '87, centrocampista.
Il nipotino (Perez) del secondo presidente più titolato al mondo (Bernabeu, 16 scudetti e 6 coppe di Spagna in patria, 6 coppe Campioni, 1 Intercontinentale e 2 coppe Latine fuori dalla Spagna tra il 1943 e 1978), deve aver copiato il progetto berlusconiano di fare un mercato prendendo under 23 di sicuro talento.
Dopo i colpi ad effetto dello scorso anno (Cristiano Ronaldo, Kakà, Benzema, Xabi Alonso, Albiol, Arbeloa), quest'anno ha pensato di ringiovanire un pò la squadra.
L'esito della scorsa stagione insegna che, alla fine, è il campo ad avere l'ultima parola; dopo una campagna acquisti come quella di un anno fa le merengues avrebbero dovuto vincere tutto, invece sono rimasti a bocca asciutta ... vedremo quest'anno se lo "specialone" saprà trasmettere qualcosa di determinante alla sua nuova squadra.
Per curiosità sono andato a vedere sul sito ufficiale la rosa dei madrileni:
PORTIERI:
Casillas (5-81), Dudek (3-73), Adàn (5-87)
DIFENSORI:
Pepe (2-83), Albiol (9-85), Carvalho (5-78), Garay (10-86)
ESTERNI:
Ramos (3-86), Marcelo (5-88), Arbeloa (1-83), Drenthe (4-87)
CENTROCAMPISTI:
Xabi Alonso (11-81), Diarra L. (3-85), Diarra M. (5-81), Gago (4-86), Pedro Leòn (11-86), Khedira (4-87)
MEZZEPUNTE:
Kakà (4-82), Van der Vaart (2-83), Granero (7-87), Ozil (10-88), Canales (11-91)
ATTACCANTI:
Ronaldo (2-85), Higuain (12-87), Benzema (12-87), Di Maria (2-88)
Colpisce il fatto che ci siano solo due ultratrentenni: il portiere di riserva e il neoacquisto Carvalho. Quindi si tratta di una squadra giovane e ricchissima di talento ... una squadra che ha un recente passato in qualche modo deludente, soprattutto in Europa (comunque due le lighe vinte dopo il 2004 ... ) ma un presente e un futuro estremamente promettente.
Nel campionato spagnolo vige una regola che limita a 25 il numero di giocatori utilizzabili in campionato (esclusi i giovani della cantera), questa lista ne contempla 26 ... Kakà in esubero? ...
Il giovane tedesco di stirpe turca (22 anni ad ottobre) è il sesto acquisto stagionale dei blancos; a parte il portoghese Ricardo Carvalho, che ha compiuto 32 anni a maggio, gli spagnoli hanno fatto mambassa di giovani dal futuro assicurato: il sopracitato Özil, Angel Di Maria (argentino, febbraio '88); Canales, talentuoso trequartista classe '91 prelevato dal Racing Santander; Pedro Leòn, 24 anni a novembre, centrocampista che sembrava potesse arrivare al Milan un paio di mesi fa; Sami Khedira, tedesco di origini tunisine, classe '87, centrocampista.
Il nipotino (Perez) del secondo presidente più titolato al mondo (Bernabeu, 16 scudetti e 6 coppe di Spagna in patria, 6 coppe Campioni, 1 Intercontinentale e 2 coppe Latine fuori dalla Spagna tra il 1943 e 1978), deve aver copiato il progetto berlusconiano di fare un mercato prendendo under 23 di sicuro talento.
Dopo i colpi ad effetto dello scorso anno (Cristiano Ronaldo, Kakà, Benzema, Xabi Alonso, Albiol, Arbeloa), quest'anno ha pensato di ringiovanire un pò la squadra.
L'esito della scorsa stagione insegna che, alla fine, è il campo ad avere l'ultima parola; dopo una campagna acquisti come quella di un anno fa le merengues avrebbero dovuto vincere tutto, invece sono rimasti a bocca asciutta ... vedremo quest'anno se lo "specialone" saprà trasmettere qualcosa di determinante alla sua nuova squadra.
Per curiosità sono andato a vedere sul sito ufficiale la rosa dei madrileni:
PORTIERI:
Casillas (5-81), Dudek (3-73), Adàn (5-87)
DIFENSORI:
Pepe (2-83), Albiol (9-85), Carvalho (5-78), Garay (10-86)
ESTERNI:
Ramos (3-86), Marcelo (5-88), Arbeloa (1-83), Drenthe (4-87)
CENTROCAMPISTI:
Xabi Alonso (11-81), Diarra L. (3-85), Diarra M. (5-81), Gago (4-86), Pedro Leòn (11-86), Khedira (4-87)
MEZZEPUNTE:
Kakà (4-82), Van der Vaart (2-83), Granero (7-87), Ozil (10-88), Canales (11-91)
ATTACCANTI:
Ronaldo (2-85), Higuain (12-87), Benzema (12-87), Di Maria (2-88)
Colpisce il fatto che ci siano solo due ultratrentenni: il portiere di riserva e il neoacquisto Carvalho. Quindi si tratta di una squadra giovane e ricchissima di talento ... una squadra che ha un recente passato in qualche modo deludente, soprattutto in Europa (comunque due le lighe vinte dopo il 2004 ... ) ma un presente e un futuro estremamente promettente.
Nel campionato spagnolo vige una regola che limita a 25 il numero di giocatori utilizzabili in campionato (esclusi i giovani della cantera), questa lista ne contempla 26 ... Kakà in esubero? ...
Segno dei Tempi
COMUNICATO UFFICIALE A.C. MILAN
18/08/2010
A.C. Milan comunica di aver acquisito, dal Genoa CFC, con la formula del prestito con diritto di riscatto dell'intera proprietà, le prestazioni del calciatore Kevin Prince Boateng.
acmilan.com
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Mercato
mercoledì 11 agosto 2010
Integralismo Dinhano
La contrapposizione tra tifosi rossoneri sulla questione Ronaldinho sta assumendo i tratti di una vera "guerra di religione" virtuale.
La distanza tra le due "fazioni" è sempre più marcata.
E' sufficiente frequentare qualche forum e leggere alcuni blog per rendersi conto di come una "posizione moderata" sia quasi inesistente, e di quanto gli "estremismi" siano sempre più distanti tra loro.
Io mi colloco con decisione tra gli "antidinhani", ho accolto l'arrivo del Gaucho con sospetto, e la storia di questi ultimi due anni ha rafforzato i miei dubbi sulla bontà dell'operazione conclusa due estati fa tra Galliani e Laporta con il patrocinio di Silvio Berlusconi.
Come in tutti gli integralismi, anche in quello Dinhano esistono dei dogmi che, in quanto tali, sono indiscutibili.
Il più importante è quello secondo il quale "senza i 15 gol e i 17 assist del Dinho, lo scorso anno non si arrivava tra le prime tre in campionato".
Su questa "sura", per quanto possa apparire blasfemo agli integralisti Dinhani, si possono fare alcune obiezioni.
Per prima cosa non è consentito chiudere un bilancio inserendo nello stesso solo i "ricavi" ed omettendo i "costi", chi cita solamente i gol e gli assist si dimentica di mettere a bilancio i costi.
E' mia opinione, quindi discutibile per definizione, che mediamente, nell'arco dei 90' di gioco, il Dinho sia da pallone d'oro per un quarto d'ora ma nei restanti 75' lasci la squadra in dieci. E questo è un costo.
Gli altri "costi" si possono individuare nelle forzature tattiche imposte dal suo utilizzo obbligatorio sull'out di sinistra.
Per una sorta di simmetria tattica, Pato è costretto a giocare largo a destra lontano dalla porta, posizione che influisce negativamente sulla produzione offensiva dello stesso Pato.
Con due attaccanti così larghi, il centravanti si trova a lottare da solo contro l'intera difesa avversaria.
Ma alcuni problemi nascono anche a centrocampo.
Pirlo, con un solo mediano al fianco, è costretto a fare il mediano a sua volta.
In tutta la stagione ha prodotto un solo gol e tre assist, ed in fase difensiva ha fatto fatica mettendo in sofferenza anche la difesa.
Ambrosini si è sfiancato per tutta la stagione tenendo alla grande fino a marzo, ma poi è scoppiato.
La necessità imposta al Capitano di dedicarsi essenzialmente alla copertura del centrocampo gli ha impedito le consuete proiezioni offensive (a parte le avanzate sui calci piazzati), in questo modo Ambrosini è passato dagli 8 gol della stagione precedente all'unica rete dello scorso anno.
Questi sono aspetti, discutibili finchè si vuole, dei quali non tengono conto tutti quei tifosi che si limitano ad elencare i 15 gol (7 su rigore + tre sbagliati) e i 17 assist del Dinho come prova inconfutabile della grandezza del Gaucho e di quanto sia indispensabile al Milan.
Inoltre non è possibile sottrarre semplicemente i gol e gli assist del brasiliano come a dire che senza di lui il Milan avrebbe giocato in dieci.
Va presa in considerazione la possibilità che un altro tipo di giocatore al suo posto, magari un trequartista moderno, qualche gol e qualche assist lo avrebbe fatto in ogni caso, che Pato più vicino a Borriello avrebbe permesso ad entrambi di segnare qualche gol in più, che Pirlo meno impegnato a difendere sarebbe stato più lucido in fase di impostazione, che Ambrosini avrebbe fatto qualche gol in più se avesse potuto sfruttare le sue qualità nell'inserimento, che la difesa, con un filtro più efficace davanti, avrebbe preso qualche gol in meno ...
Fino ad adesso ho trattato solo di ciò che riguarda il campo, su ciò che invece concerne il comportamento fuori dal campo dico solo che si fa fatica ad investire il brasiliano del ruolo di faro, di uomo guida, di trascinatore della squadra quando mette in difficoltà un allenatore (specie se nuovo) presentandosi al raduno in condizioni fisiche disastrose (recidivo) e non permettendo, di fatto, all'allenatore stesso di impostare il lavoro con tutte le componenti tecniche più importanti a sua disposizione.
Per tutte queste considerazioni mi auguro che non si provveda a rinnovare il contratto a Ronaldinho in modo affrettato, che si valuti con attenzione nei prossimi mesi quanto accade fuori e dentro al campo e, se sarà necessario, lasciare andare a scadenza il contratto dell'ex Pallone d'Oro.
La distanza tra le due "fazioni" è sempre più marcata.
E' sufficiente frequentare qualche forum e leggere alcuni blog per rendersi conto di come una "posizione moderata" sia quasi inesistente, e di quanto gli "estremismi" siano sempre più distanti tra loro.
Io mi colloco con decisione tra gli "antidinhani", ho accolto l'arrivo del Gaucho con sospetto, e la storia di questi ultimi due anni ha rafforzato i miei dubbi sulla bontà dell'operazione conclusa due estati fa tra Galliani e Laporta con il patrocinio di Silvio Berlusconi.
Come in tutti gli integralismi, anche in quello Dinhano esistono dei dogmi che, in quanto tali, sono indiscutibili.
Il più importante è quello secondo il quale "senza i 15 gol e i 17 assist del Dinho, lo scorso anno non si arrivava tra le prime tre in campionato".
Su questa "sura", per quanto possa apparire blasfemo agli integralisti Dinhani, si possono fare alcune obiezioni.
Per prima cosa non è consentito chiudere un bilancio inserendo nello stesso solo i "ricavi" ed omettendo i "costi", chi cita solamente i gol e gli assist si dimentica di mettere a bilancio i costi.
E' mia opinione, quindi discutibile per definizione, che mediamente, nell'arco dei 90' di gioco, il Dinho sia da pallone d'oro per un quarto d'ora ma nei restanti 75' lasci la squadra in dieci. E questo è un costo.
Gli altri "costi" si possono individuare nelle forzature tattiche imposte dal suo utilizzo obbligatorio sull'out di sinistra.
Per una sorta di simmetria tattica, Pato è costretto a giocare largo a destra lontano dalla porta, posizione che influisce negativamente sulla produzione offensiva dello stesso Pato.
Con due attaccanti così larghi, il centravanti si trova a lottare da solo contro l'intera difesa avversaria.
Ma alcuni problemi nascono anche a centrocampo.
Pirlo, con un solo mediano al fianco, è costretto a fare il mediano a sua volta.
In tutta la stagione ha prodotto un solo gol e tre assist, ed in fase difensiva ha fatto fatica mettendo in sofferenza anche la difesa.
Ambrosini si è sfiancato per tutta la stagione tenendo alla grande fino a marzo, ma poi è scoppiato.
La necessità imposta al Capitano di dedicarsi essenzialmente alla copertura del centrocampo gli ha impedito le consuete proiezioni offensive (a parte le avanzate sui calci piazzati), in questo modo Ambrosini è passato dagli 8 gol della stagione precedente all'unica rete dello scorso anno.
Questi sono aspetti, discutibili finchè si vuole, dei quali non tengono conto tutti quei tifosi che si limitano ad elencare i 15 gol (7 su rigore + tre sbagliati) e i 17 assist del Dinho come prova inconfutabile della grandezza del Gaucho e di quanto sia indispensabile al Milan.
Inoltre non è possibile sottrarre semplicemente i gol e gli assist del brasiliano come a dire che senza di lui il Milan avrebbe giocato in dieci.
Va presa in considerazione la possibilità che un altro tipo di giocatore al suo posto, magari un trequartista moderno, qualche gol e qualche assist lo avrebbe fatto in ogni caso, che Pato più vicino a Borriello avrebbe permesso ad entrambi di segnare qualche gol in più, che Pirlo meno impegnato a difendere sarebbe stato più lucido in fase di impostazione, che Ambrosini avrebbe fatto qualche gol in più se avesse potuto sfruttare le sue qualità nell'inserimento, che la difesa, con un filtro più efficace davanti, avrebbe preso qualche gol in meno ...
Fino ad adesso ho trattato solo di ciò che riguarda il campo, su ciò che invece concerne il comportamento fuori dal campo dico solo che si fa fatica ad investire il brasiliano del ruolo di faro, di uomo guida, di trascinatore della squadra quando mette in difficoltà un allenatore (specie se nuovo) presentandosi al raduno in condizioni fisiche disastrose (recidivo) e non permettendo, di fatto, all'allenatore stesso di impostare il lavoro con tutte le componenti tecniche più importanti a sua disposizione.
Per tutte queste considerazioni mi auguro che non si provveda a rinnovare il contratto a Ronaldinho in modo affrettato, che si valuti con attenzione nei prossimi mesi quanto accade fuori e dentro al campo e, se sarà necessario, lasciare andare a scadenza il contratto dell'ex Pallone d'Oro.
Pubblicato su Milan Day Blog
http://milandayblog.wordpress.com/2010/08/10/integralismo-dinhano/
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