TOTTENHAM - Martedì non eravamo nelle migliori condizioni tecnico/tattiche possibili per affrontare l'impegno con gli Spurs. Sommavamo qualche "bug" strutturale che ci portiamo dietro da qualche anno ad uno schieramento di centrocampo formato da manovali coadiuvati da un architetto alle prime armi, con l'aggiunta di un trequartista che non si vuole rassegnare ad andare in pensione. Tutto ciò avrà anche influito sulla brutta prestazione offerta dalla squadra nel primo tempo (ma delle cose da dire ci sarebbero anche riguardo al secondo), ma la realtà che dobbiamo guardare coraggiosamente in faccia è che ormai non facciamo più paura a nessuno, che si chiami Zurigo o Real Madrid, Marsiglia o Tottenham. Vengono in casa nostra a fare la voce grossa, a giocarsi la partita come farebbero con qualsiasi loro pari. Niente di male, per carità ... i cicli nascono, si sviluppano e ad un certo punto finiscono. Ricostruire un nuovo ciclo vincente in Europa mi sembra una sfida stimolante per chi ne avesse la volontà.
GATTUSO vs JORDAN - Per un giocatore che ha dominato in Europa e nel Mondo questa situazione è difficile da digerire. La misura era colma ... l'orgoglio e l'animus pugnandi che hanno da sempre contraddistinto il nostro, messi a contatto con le provocazioni di quella che alcuni definiscono una "bandiera" (sigh) come Joe Jordan, hanno prodotto una miscela esplosiva ... che infatti è esplosa. Dice bene Galliani, non è stata una scena edificante, Rino ha sbagliato e pagherà per il suo errore ma finiamola qua, niente gogne nè crocefissioni.
GLORIA e BANDIERE - Mi soffermo ancora un attimo sullo squalo Jordan. Qualcuno lo ha chiamato "vecchia gloria rossonera", qualcun altro, come dicevo prima, si è spinto addirittura a definirlo una "bandiera". Mi pare che si faccia parecchia confusione con gli appellativi. Io Jordan me lo ricordo, ed il ricordo più nitido che mi rimane sono i due miseri gol messi a segno la stagione che terminò con la prima (ed ultima) retrocessione sul campo della nostra storia. Due soli miseri gol che ebbero un notevole peso in quel tragico (sportivamente parlando) esito finale.
PATO & IBRA - Dice Allegri, e non potrebbe fare diversamente, che non ci sono problemi tra i due attaccanti. Ok, va bene, d'accordo ... ma sarà il caso di risolverli al più presto se vogliamo vincere questo benedetto scudetto. I due andranno anche d'amore e d'accordo, ma nei 1010 minuti nei quali hanno giocato insieme il Milan ha segnato 14 reti e ne ha incassate 16 ... mentre con solo uno dei due (o senza entrambi) in 2050 minuti sono stati realizzati 42 gol e ne sono stati presi 12 ...
RECUPERI - Mentre noi ci stavamo ancora leccando le ferite provocate dagli appuntiti speroni londinesi, i presunti cugini sono passati dal Franchi a riscuotere tre punti dall'amico (loro) Sinisa. Ok, dopo lo stop subìto a Torino dai biscioni, sperare in un nuovo passo falso di un genio come Leonardo sarebbe stato troppo. Adesso, almeno, potremo tornare ad ignorare i numeri virtuali per dedicarci a quelli reali, i quali dicono che abbiamo un margine di vantaggio di 5 punti con il derby ancora da giocare ... non sono tantissimi ma neanche pochi.
FATAL VERONA - Senza fare tabelle (che porta tanta sf...jella) e senza stare a definire ogni partita che manca alla conclusione del campionato come "una finale" (che è quasi peggio delle tabelle), l'obiettivo da perseguire è arrivare al derby conservando almeno i 5 punti di vantaggio che abbiamo oggi. Il primo passo per ottenere questo risultato è andare a vincere domenica pomeriggio a Verona, cosa tutt'altro che semplice anche a causa del buon momento che stanno vivendo i clivensi. Devo dire la verità ... tutte le volte che c'è in ballo uno scudetto ed il programma prevede la trasferta a casa di Giulietta e Romeo mi corrono dei brividi lungo la schiena (nel '73 piansi a dirotto davanti alla radio, nel '90 fui costretto a sostituire non poche suppellettili). D'accordo, è il Chievo e non il Verona, ma lo stadio è sempre quello, e non sono ancora riuscito ad esorcizzarlo ...
Pubblicato sul sito di Milan Day
sabato 19 febbraio 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
Statistiche di Milan - Tottenham 0-1
Sembra proprio che il vecchio feeling tra il Milan e l'Europa sia definitivamente passato di moda, San Siro è ormai diventato terra di conquista.
Nelle ultime 13 partite giocate in casa in ambito europeo (a partire dall0 0-2 con l'Arsenal) sono arrivate solo 3 vittorie (due in coppa Uefa) 5 pareggi e 5 sconfitte.
Nelle ultime nove in Champions una sola vittoria (quest'anno con l'Auxerre) 3 pareggi e 5 sconfitte.
Serata di conferme: Amelia si conferma talismano al contrario, con lui in porta sono arrivati 2 pareggi e 3 sconfitte (10 i gol subìti). Seedorf conferma di essere arrivato al capolinea ... negli orribili primi 45 minuti di ieri non si salva nessuno (a parte Abbiati), ma Clarenzio riesce lo stesso ad emergere per la mollezza della sua prestazione. Flamini veste nuovamente i panni del killer, ma con tutta la buona volontà che ci mette riesce ad azzoppare un solo avversario (meritava il rosso diretto).
Gattuso, alla presenza numero 450, ieri ha giocato con ogni probabilità la sua ultima partita in Europa con il Milan. Squalificato per il ritorno a causa di un giallo, prenderà alcune giornate di squalifica per la crisi isterica che lo ha messo in rotta di collisione con Joe Jordan durante e dopo la gara. Considerando che la gara di White Hart Lane chiuderà la campagna europea rossonera in questa stagione e che al termine della prossima scadrà il suo contratto, difficilmente vedremo ancora Rino ringhiare fuori dai confini nazionali con la nostra maglia.
Thiago a centrocampo non mi convince, ha tutte le qualità per poter giocare in quella posizione con ottimi risultati, ma non è ancora padrone del ruolo, rimane troppo bloccato e poco propositivo.
Con Gattuso e Flamini ai lati e Seedorf in versione Morfeo (non parlo di Domenico) davanti, produrre qualcosa in fase offensiva diventa quasi impossibile.
Rimarrò molto sorpreso se riusciremo a fare l'impresa a Londra, non ho un briciolo di speranza, avevo maggiore fiducia un anno fa prima della trasferta di Manchester.
Unica consolazione: quest'anno il traguardo da raggiungere assolutamente è lo scudetto, non avere distrazioni europee, specie se l'Inter dovesse superare il Bayern, è una condizione che ci può dare una grossa mano.
Nelle ultime 13 partite giocate in casa in ambito europeo (a partire dall0 0-2 con l'Arsenal) sono arrivate solo 3 vittorie (due in coppa Uefa) 5 pareggi e 5 sconfitte.
Nelle ultime nove in Champions una sola vittoria (quest'anno con l'Auxerre) 3 pareggi e 5 sconfitte.
Serata di conferme: Amelia si conferma talismano al contrario, con lui in porta sono arrivati 2 pareggi e 3 sconfitte (10 i gol subìti). Seedorf conferma di essere arrivato al capolinea ... negli orribili primi 45 minuti di ieri non si salva nessuno (a parte Abbiati), ma Clarenzio riesce lo stesso ad emergere per la mollezza della sua prestazione. Flamini veste nuovamente i panni del killer, ma con tutta la buona volontà che ci mette riesce ad azzoppare un solo avversario (meritava il rosso diretto).
Gattuso, alla presenza numero 450, ieri ha giocato con ogni probabilità la sua ultima partita in Europa con il Milan. Squalificato per il ritorno a causa di un giallo, prenderà alcune giornate di squalifica per la crisi isterica che lo ha messo in rotta di collisione con Joe Jordan durante e dopo la gara. Considerando che la gara di White Hart Lane chiuderà la campagna europea rossonera in questa stagione e che al termine della prossima scadrà il suo contratto, difficilmente vedremo ancora Rino ringhiare fuori dai confini nazionali con la nostra maglia.
Thiago a centrocampo non mi convince, ha tutte le qualità per poter giocare in quella posizione con ottimi risultati, ma non è ancora padrone del ruolo, rimane troppo bloccato e poco propositivo.
Con Gattuso e Flamini ai lati e Seedorf in versione Morfeo (non parlo di Domenico) davanti, produrre qualcosa in fase offensiva diventa quasi impossibile.
Rimarrò molto sorpreso se riusciremo a fare l'impresa a Londra, non ho un briciolo di speranza, avevo maggiore fiducia un anno fa prima della trasferta di Manchester.
Unica consolazione: quest'anno il traguardo da raggiungere assolutamente è lo scudetto, non avere distrazioni europee, specie se l'Inter dovesse superare il Bayern, è una condizione che ci può dare una grossa mano.
MilaNumbers (34)
Champions League - Ottavi di Finale, Andata - 15.2.2011
Milan - Tottenham 0-1 Crouch 80'
NOTE:
Presenza rossonera n° 450 per Gattuso
Nesta raggiunge Pippo Inzaghi con 290 presenze ufficiali
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sabato 12 febbraio 2011
Statistiche di Milan - Parma 4-0
Si è rivisto finalmente il bel Milan di due mesi fa, siamo tornati a praticare un buon pressing che ha portato in dote, come naturale conseguenza, una notevole produzione di palle gol.
Molto reattivo Allegri nel sostituire Seedorf che, dopo un positivo primo tempo, ha iniziato il secondo in modo pessimo. A Robinho, subentrato all'olandese, bastano sette minuti a sigillare la partita con una doppietta. Da elogiare la prova di Merkel, ormai da considerarsi una risorsa a disposizione di Allegri a tutti gli effetti.
Partita che mette tranquillità, fa morale e costituisce un buon viatico per la gara di martedì contro il Tottenham. Ibra, per la prima volta in stagione, rimane a digiuno per la terza partita consecutiva, ma fornisce il suo solito grande contributo alla causa e conferma una grande intesa con l'ottimo Cassano di questa sera. Dopo il nuovo infortunio capitato ieri a Pirlo, anche Gattuso esce acciaccato da San Siro e si ripropone una situazione di emergenza a centrocampo per la Champions. Per martedì è probabile un avanzamento di Thiago a centrocampo con il ritorno di Yepes in difesa.
Adesso non rimane che attendere l'esito delle sfide tra Roma e Napoli di questa sera e tra Juve e Inter di domani sera nella speranza che i risultati ci facciano gioco.
Molto reattivo Allegri nel sostituire Seedorf che, dopo un positivo primo tempo, ha iniziato il secondo in modo pessimo. A Robinho, subentrato all'olandese, bastano sette minuti a sigillare la partita con una doppietta. Da elogiare la prova di Merkel, ormai da considerarsi una risorsa a disposizione di Allegri a tutti gli effetti.
Partita che mette tranquillità, fa morale e costituisce un buon viatico per la gara di martedì contro il Tottenham. Ibra, per la prima volta in stagione, rimane a digiuno per la terza partita consecutiva, ma fornisce il suo solito grande contributo alla causa e conferma una grande intesa con l'ottimo Cassano di questa sera. Dopo il nuovo infortunio capitato ieri a Pirlo, anche Gattuso esce acciaccato da San Siro e si ripropone una situazione di emergenza a centrocampo per la Champions. Per martedì è probabile un avanzamento di Thiago a centrocampo con il ritorno di Yepes in difesa.
Adesso non rimane che attendere l'esito delle sfide tra Roma e Napoli di questa sera e tra Juve e Inter di domani sera nella speranza che i risultati ci facciano gioco.
MilaNumbers (33)
Campionato - 25° Giornata - 12.2.2011
Milan - Parma 4-0 Seedorf 8' Cassano 17' Robinho 62' 65'
CLASSIFICA: Milan 52 - Napoli 49 - Lazio 45 - Inter*44 - Udinese 43 - Juve 41
CLASSIFICA: Milan 52 - Napoli 49 - Lazio 45 - Inter*44 - Udinese 43 - Juve 41
NOTE:
Assist di Ibra (1-0) Gattuso (2-0) e Cassano (4-0), alla sua prima rete rossonera
Prima rete stagionale per Seedorf e 56° in rossonero come Ruud Gullit
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Relax, honey
Leggendo e ascoltando le opinioni dei tifosi (di qualsiasi squadra) in un arco di tempo sufficientemente lungo si può notare come una gran parte di essi risulti essere piuttosto volubile, umorale e scarsamente coerente. Tengo a precisare che questa non vuole essere una critica al tifoso, inserisco anche me stesso nel calderone, ma semplicemente una constatazione della realtà, o quantomeno della realtà che percepisco.
Quando la squadra “gira” cominciano i voli pindarici e nessun traguardo sembra irraggiungibile, quando invece emergono delle difficoltà i sintomi della depressione diventano sempre più evidenti e il futuro si trasforma in un’entità oscura e foriera di disgrazie.
Questi stati d’animo ondivaghi e mutevoli si possono riscontrare anche in alcuni soggetti che ruotano attorno al mondo del Calcio, ad esempio giornalisti ed opinionisti, ma ciò non sorprende dato che anche queste categorie esercitano, a volte palesemente altre meno, la loro fede per una qualche squadra.
Il 29 agosto 2010, ad un paio di giorni dalla chiusura del mercato, il clima tra i tifosi rossoneri non era certo dei più sereni, i più ottimisti confidavano di potersela giocare con Roma e Juve per il secondo posto in campionato con discrete possibilità di centrare il piazzamento utile ad entrare nei gironi di Champions senza passare attraverso i preliminari.
Qualche rara mosca bianca si spingeva addirittura a credere possibile un testa a testa con quelli là per la conquista dello scudetto.
Gli arrivi di Ibra e Robinho sul filo di lana hanno alzato l’asticella delle ambizioni rossonere rimpolpando la schiera delle mosche bianche, ma nessuno, tifoso giornalista o opinionista che fosse, poteva pensare che il Milan ammazzasse il campionato a febbraio … e infatti questa possibilità non si è verificata.
E’ vero che stiamo passando un momento delicato, ma quanti al 31 agosto avrebbero scommesso su un Milan in testa alla classifica a metà febbraio con tre punti di vantaggio sulla seconda e cinque sull’Inter? (che per portarsi a -2 deve prima andare a vincere a Firenze). Io credo molto pochi, forse nessuno.
Stiamo andando oltre le più rosee previsioni, e se anche il rallentamento verificatosi in questo 2011 è un dato di fatto, dobbiamo sapere che i periodi di flessione, nell’arco di una stagione, sono fisiologici anche per chi, alla fine, solleva vittorioso il trofeo conquistato.
Non mancano neanche le attenuanti per questo periodo difficile del Milan visto il numero di infortunati. Dobbiamo essere consapevoli che per tornare a correre è necessario migliorare alcuni aspetti, ma il coro unanime di chi ha già assegnato questo scudetto all’Inter deve essere a sua volta consapevole che le linee di tendenza viaggiano su binari dalla stabilità precaria e che il “fattore C”, piuttosto determinante in questo frangente, è soggetto a repentini cambi di direzione.
Non sto addebitando alla sfortuna l’attuale rallentamento del Milan, ma se si somma un calo di forma da mettere sempre in preventivo nel corso di una stagione ad una serie infinita di infortuni e a qualche tranello posto dalla sorte sotto forma di rimpalli maligni o carambole ai limiti delle leggi della fisica, certi pareggi che oggi vengono valutati come punti persi domani potrebbero rivelarsi punti guadagnati.
Lo scudetto è in bilico come è normale che sia, non lo aveva già vinto il Milan al termine del girone di andata e non lo ha ancora vinto l’Inter che è sempre all’inseguimento.
Qualche pillola di ottimismo si può ricavare dal calendario in programma per il prossimo mese perché emergono alcune combinazioni che ci possono dare una mano se saremo bravi a fare il nostro dovere: tra la partita con il Parma di oggi e quella successiva di Verona avremo la “distrazione” rappresentata dal Tottenham martedì prossimo, ma l’Inter giocherà il giorno dopo a Firenze ed il Napoli dovrà affrontare il Villareal il giovedì.
Dopo Verona avremo una settimana di tempo per preparare la gara con il Napoli, mentre i partenopei affronteranno la trasferta in Spagna e l’Inter giocherà il suo ottavo contro il Bayern.
Dopo il confronto con i napoletani ci sarà ancora una settimana senza impegni infrasettimanali prima di Juve-Milan. Il ritorno di Champions a Londra con gli Spurs, che seguirà la sfida ai bianconeri, precede la partita sulla carta più semplice di tutto il campionato, il Bari a San Siro.
Successivamente, mentre l’Inter sarà impegnata nella trasferta di Monaco di Baviera, noi prepareremo senza impegni la visita in casa del Palermo che precederà il derby di ritorno.
A mio avviso una discriminante determinante sarà l’imminente turno di Champions League, se solo una tra Milan e Inter dovesse qualificarsi per i quarti perderebbe una buona fetta di chance di aggiudicarsi lo scudetto.
Conosciamo i nostri limiti (ma non li abbiamo solo noi), sappiamo che dovremo superare delle difficoltà (ma anche gli altri avranno le loro), ma ce la stiamo giocando ... su col morale.
Pubblicato sul sito di Milan Day
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domenica 6 febbraio 2011
Statistiche di Genoa - Milan 1-1
Quarto pareggio nelle ultime sei giornate di campionato. Il Milan rallenta, il gioco latita, la squadra è slegata e confusionaria, le distanze tra i reparti si dilatano, il centrocampo ha bisogno di una iniezione di fosforo, gli attaccanti sono portati a giocare la palla e l'area avversaria è poco presidiata dalle maglie rossonere, i terzini non arrivano mai sul fondo e crossano poco (Bonera) o troppo e malissimo (Oddo), l'unico schema offensivo è il lancio lungo per Ibra.
O cambia qualcosa o le cose si mettono male.
O cambia qualcosa o le cose si mettono male.
MilaNumbers (32)
Campionato - 24° Giornata - 6.2.2011
Genoa - Milan 1-1 Pato 29' FloroFlores 45+1'
CLASSIFICA: Milan 49 - Napoli 46 - Inter*44 - Lazio 42 - Palermo e Udinese 40 - Roma*39 - Juve 38
CLASSIFICA: Milan 49 - Napoli 46 - Inter*44 - Lazio 42 - Palermo e Udinese 40 - Roma*39 - Juve 38
NOTE:
Assist di Ibrahimovic
Rete numero 52 per Pato che raggiunge Giancarlo Danova e Riccardo Carapellese
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sabato 5 febbraio 2011
Un calcio al presente per il Calcio futuro
Lunedì è andata in archivio la sessione invernale del calciomercato con le ormai consuete clamorose operazioni concluse sul filo di lana.
Le più eclatanti portano la firma di Roman Abramovich e del suo Chelsea, tornati protagonisti dopo un paio d'anni di latitanza, con gli ingaggi di Fernando Torres prelevato dal Liverpool e, con mio sommo disappunto, di David Luiz per complessivi 83 milioni di euro.
Lo stesso Liverpool, disastrato economicamente, ha reinvestito i milioni incassati dalla cessione di Torres, ma non solo, spendendone una settantina per Carroll e Luis Suarez.
In Italia, limitandoci a dare uno sguardo alle tre grandi storiche, Moratti ha sborsato oltre 25 milioni per fare il mercato promesso (e non mantenuto) a Benitez e poi concesso a Leonardo dopo aver silurato il tecnico spagnolo.
La Juventus ha rimpiazzato l'infortunato Quagliarella con Toni (scelta azzardata sotto tutti i punti di vista) per poi svenarsi all'ultimo secondo utile con la quinta/sesta scelta (Matri, dopo aver inseguito Dzeko, Gila, Pazzini, Huntelaar e chissà chi altri) una volta verificato sulla propria pelle l'azzardo Toni.
Con tutti i prestiti da riscattare a luglio, la Juve ha già sforato il budget per il mercato estivo.
Il Milan che perde i pezzi a centrocampo ingaggia gli olandesi Emanuelson e Van Bommel sull'onda dell'emergenza portando a dieci il numero di elementi a disposizione di Allegri nel reparto mediano e a trentuno il totale dei componenti la rosa.
Alcune squadre escono rivoluzionate dal mercato invernale e risultano irriconoscibili rispetto ad inizio stagione. Gli organici di chi è ancora impegnato in europa non sono totalmente sfruttabili a causa dei regolamenti Uefa che, a differenza di quanto accade nei campionati nazionali, non permettono ad un calciatore di giocare nella stessa competizione con due maglie diverse.
Il fair play finanziario voluto da Platini sembra sempre più una blanda dichiarazione d'intenti piuttosto che un vero programma in fase di attuazione, e i club europei continuano a tenere comportamenti finanziariamente poco virtuosi.
Le pay tv spadroneggiano imponendo alle federazioni nazionali e internazionali e alle leghe le loro regole, costringendo tutto il movimento a ritmi forsennati e insostenibili a tutti i livelli, tecnico, finanziario, atletico e umano.
Il mondo del Calcio professionistico è lo specchio del mondo più in generale ... un caos totale.
Il carrozzone sta correndo inarrestabile verso il baratro, forse lo si può rallentare, ma uno stop e una inversione di marcia sembrano essere pura utopia.
E allora, utopisticamente, faccio alcune proposte senza la pretesa di dare una soluzione a tutti i problemi e, ancora meno, la speranza o l'illusione che siano prese in considerazione da chi ha in mano i destini di questo ... business, che avrei voluto ancora chiamare sport.
Proposta numero 1: "riduzione di tutti i campionati delle federazioni affiliate all'Uefa ad un massimo di sedici squadre".
Sarà anche banale, ma credo che "meno partite e più allenamenti" sia una ricetta che possa contribuire a ridurre l'enorme quantità di infortuni più o meno gravi che affliggono ogni anno grandi campioni e comprimari, una decisione che migliorerebbe notevolmente anche lo spettacolo.
Giocatori mediamente più riposati, più in forma e ben allenati offrirebbero prestazioni migliori e preserverebbero più facilmente tendini, muscoli e articolazioni da lesioni di varia natura.
Proposta numero 2: "abolizione del mercato invernale e tetto massimo di 25 giocatori tesserabili per ogni società".
Il tetto al numero di giocatori tesserabili è già una norma in vigore nel campionato spagnolo, mentre nelle competizioni europee è il limite di giocatori iscrivibili con, in più, l'aggiunta dell'obbligo di inserire nei 25 un numero crescente anno dopo anno di elementi provenienti dai vivai.
Questa proposta è strettamente legata alla precedente, e i vantaggi, a mio parere, sono evidenti e di varia natura.
Per quanto concerne l'aspetto puramente sportivo, questa norma permetterebbe di preservare l'identità di una squadra per l'intera stagione stimolando anche una certa programmazione da parte dei dirigenti dei club.
Dal punto di vista finanziario, la riduzione dei costi di gestione di una rosa normale rispetto ad una eccessivamente numerosa è altrettanto evidente, così come la riduzione di spesa derivante dall'abolizione della sessione di mercato invernale.
Inoltre il tetto al numero di tesserati "costringerebbe" le società a valorizzare davvero i vivai con un ulteriore vantaggio economico, invece che fare ricorso a ridicole "soluzioni all'italiana" come la riduzione degli extracomunitari tesserabili che non danno alcun impulso ai settori giovanili e riducono la competitività delle squadre italiane nei confronti del resto d'Europa.
Se, per fare un esempio, Quagliarella si infortunasse lo stesso nonostante la riduzione del numero di partite e l'aumento delle ore di allenamento, la Juventus, invece che comperare Toni e Matri e pagare lo stipendio a Quagliarella, Toni e Matri, si vedrebbe costretta a ricorrere agli elementi della primavera dando loro delle opportunità che oggi non hanno.
In questo modo la discriminante che divide le "grandi" dalle "piccole" (non solo in Italia ma in tutta Europa) non sarebbe più solo la potenza economica (spesso solo virtuale), ma un progetto serio sui giovani che diventerebbero una risorsa importante per i club anche dal punto di vista tecnico. Inoltre, come effetto collaterale, la reale valorizzazione dei settori giovanili porterebbe anche ad una riduzione del monte ingaggi e delle odierne astronomiche valutazioni dei giocatori.
Pubblicato sul sito di Milan Day
Le più eclatanti portano la firma di Roman Abramovich e del suo Chelsea, tornati protagonisti dopo un paio d'anni di latitanza, con gli ingaggi di Fernando Torres prelevato dal Liverpool e, con mio sommo disappunto, di David Luiz per complessivi 83 milioni di euro.
Lo stesso Liverpool, disastrato economicamente, ha reinvestito i milioni incassati dalla cessione di Torres, ma non solo, spendendone una settantina per Carroll e Luis Suarez.
In Italia, limitandoci a dare uno sguardo alle tre grandi storiche, Moratti ha sborsato oltre 25 milioni per fare il mercato promesso (e non mantenuto) a Benitez e poi concesso a Leonardo dopo aver silurato il tecnico spagnolo.
La Juventus ha rimpiazzato l'infortunato Quagliarella con Toni (scelta azzardata sotto tutti i punti di vista) per poi svenarsi all'ultimo secondo utile con la quinta/sesta scelta (Matri, dopo aver inseguito Dzeko, Gila, Pazzini, Huntelaar e chissà chi altri) una volta verificato sulla propria pelle l'azzardo Toni.
Con tutti i prestiti da riscattare a luglio, la Juve ha già sforato il budget per il mercato estivo.
Il Milan che perde i pezzi a centrocampo ingaggia gli olandesi Emanuelson e Van Bommel sull'onda dell'emergenza portando a dieci il numero di elementi a disposizione di Allegri nel reparto mediano e a trentuno il totale dei componenti la rosa.
Alcune squadre escono rivoluzionate dal mercato invernale e risultano irriconoscibili rispetto ad inizio stagione. Gli organici di chi è ancora impegnato in europa non sono totalmente sfruttabili a causa dei regolamenti Uefa che, a differenza di quanto accade nei campionati nazionali, non permettono ad un calciatore di giocare nella stessa competizione con due maglie diverse.
Il fair play finanziario voluto da Platini sembra sempre più una blanda dichiarazione d'intenti piuttosto che un vero programma in fase di attuazione, e i club europei continuano a tenere comportamenti finanziariamente poco virtuosi.
Le pay tv spadroneggiano imponendo alle federazioni nazionali e internazionali e alle leghe le loro regole, costringendo tutto il movimento a ritmi forsennati e insostenibili a tutti i livelli, tecnico, finanziario, atletico e umano.
Il mondo del Calcio professionistico è lo specchio del mondo più in generale ... un caos totale.
Il carrozzone sta correndo inarrestabile verso il baratro, forse lo si può rallentare, ma uno stop e una inversione di marcia sembrano essere pura utopia.
E allora, utopisticamente, faccio alcune proposte senza la pretesa di dare una soluzione a tutti i problemi e, ancora meno, la speranza o l'illusione che siano prese in considerazione da chi ha in mano i destini di questo ... business, che avrei voluto ancora chiamare sport.
Proposta numero 1: "riduzione di tutti i campionati delle federazioni affiliate all'Uefa ad un massimo di sedici squadre".
Sarà anche banale, ma credo che "meno partite e più allenamenti" sia una ricetta che possa contribuire a ridurre l'enorme quantità di infortuni più o meno gravi che affliggono ogni anno grandi campioni e comprimari, una decisione che migliorerebbe notevolmente anche lo spettacolo.
Giocatori mediamente più riposati, più in forma e ben allenati offrirebbero prestazioni migliori e preserverebbero più facilmente tendini, muscoli e articolazioni da lesioni di varia natura.
Proposta numero 2: "abolizione del mercato invernale e tetto massimo di 25 giocatori tesserabili per ogni società".
Il tetto al numero di giocatori tesserabili è già una norma in vigore nel campionato spagnolo, mentre nelle competizioni europee è il limite di giocatori iscrivibili con, in più, l'aggiunta dell'obbligo di inserire nei 25 un numero crescente anno dopo anno di elementi provenienti dai vivai.
Questa proposta è strettamente legata alla precedente, e i vantaggi, a mio parere, sono evidenti e di varia natura.
Per quanto concerne l'aspetto puramente sportivo, questa norma permetterebbe di preservare l'identità di una squadra per l'intera stagione stimolando anche una certa programmazione da parte dei dirigenti dei club.
Dal punto di vista finanziario, la riduzione dei costi di gestione di una rosa normale rispetto ad una eccessivamente numerosa è altrettanto evidente, così come la riduzione di spesa derivante dall'abolizione della sessione di mercato invernale.
Inoltre il tetto al numero di tesserati "costringerebbe" le società a valorizzare davvero i vivai con un ulteriore vantaggio economico, invece che fare ricorso a ridicole "soluzioni all'italiana" come la riduzione degli extracomunitari tesserabili che non danno alcun impulso ai settori giovanili e riducono la competitività delle squadre italiane nei confronti del resto d'Europa.
Se, per fare un esempio, Quagliarella si infortunasse lo stesso nonostante la riduzione del numero di partite e l'aumento delle ore di allenamento, la Juventus, invece che comperare Toni e Matri e pagare lo stipendio a Quagliarella, Toni e Matri, si vedrebbe costretta a ricorrere agli elementi della primavera dando loro delle opportunità che oggi non hanno.
In questo modo la discriminante che divide le "grandi" dalle "piccole" (non solo in Italia ma in tutta Europa) non sarebbe più solo la potenza economica (spesso solo virtuale), ma un progetto serio sui giovani che diventerebbero una risorsa importante per i club anche dal punto di vista tecnico. Inoltre, come effetto collaterale, la reale valorizzazione dei settori giovanili porterebbe anche ad una riduzione del monte ingaggi e delle odierne astronomiche valutazioni dei giocatori.
Pubblicato sul sito di Milan Day
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giovedì 3 febbraio 2011
Volatili e volanti
Il Milan accusa un mezzo passo falso contro l'aquila biancazzurra nell'anticipo del 23° turno di campionato dopo una partita che giustifica parecchie recriminazioni e concede non poche attenuanti.
Le inseguitrici, Napoli in testa, erano pronte ad avventarsi ferocemente sui rossoneri, ma nessuna di loro ne ha saputo approfittare.
Il Napoli viene "bombardato" dai mussi volanti, e la Roma si fa stoppare in casa dalle rondinelle.
Gli unici volatili (o volanti) che non hanno scampo sono i galletti baresi che questa sera perderanno sicuramente contro la schiacciasassi nerazzurra guidata dal genio di Leonardo.
La certa vittoria dei presunti cugini li porterà a -7 dalla vetta con la gara di Firenze ancora da recuperare.
Dopo i risultati di questo turno, a parte il prepotente ritorno dei bauscia, l'umore del tifoso rossonero vaga tra un senso di sollievo per avere comunque allungato sulla seconda e il sentimento inevitabile di delusione per non aver colto l'opportunità di staccare ulteriormente le inseguitrici e di tenere a distanza la banda Moratti.
Un turno dai presagi nefasti che, alla fine, può essere considerato positivo.
Le inseguitrici, Napoli in testa, erano pronte ad avventarsi ferocemente sui rossoneri, ma nessuna di loro ne ha saputo approfittare.
Il Napoli viene "bombardato" dai mussi volanti, e la Roma si fa stoppare in casa dalle rondinelle.Gli unici volatili (o volanti) che non hanno scampo sono i galletti baresi che questa sera perderanno sicuramente contro la schiacciasassi nerazzurra guidata dal genio di Leonardo.
La certa vittoria dei presunti cugini li porterà a -7 dalla vetta con la gara di Firenze ancora da recuperare.
Dopo i risultati di questo turno, a parte il prepotente ritorno dei bauscia, l'umore del tifoso rossonero vaga tra un senso di sollievo per avere comunque allungato sulla seconda e il sentimento inevitabile di delusione per non aver colto l'opportunità di staccare ulteriormente le inseguitrici e di tenere a distanza la banda Moratti.
Un turno dai presagi nefasti che, alla fine, può essere considerato positivo.
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mercoledì 2 febbraio 2011
Statistiche di Milan - Lazio 0-0
Una nota regola matematica afferma che invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia ... avessimo pareggiato 0-0 a Catania con l'uomo in meno e vinto 2-0 ieri sera contro la Lazio avremmo fatto lo stesso quattro punti, ma sono convinto che saremmo tutti più contenti.
Ciò che mi rende contento è la certezza di non incontrare più, almeno in questa stagione, quel macellaio di Kozak (con tutto il rispetto per i macellai). Rompe uno zigomo a Bonera e prende pure fallo a favore (complimenti vivissimi a Damato, che coniugato al participio presente fa "Demente"), poi prova a somministrare la stessa medicina a Yepes ma con il colombiano rischia grosso, infine manda all'ospedale anche il povero Legrottaglie e prende finalmente il giallo dopo aver sgomitato per tutta la partita ... qualcuno gli spieghi che il Calcio e il Rollerball sono due sport diversi ...
Il risultato finale è deludente, come con il Catania giochiamo un brutto primo tempo e una discreta ripresa culminata nel doppio palo di Ibra, nel diagonale dello stesso giocatore che sfiora il palo un paio di minuti dopo, e nel salvataggio sulla linea sulla conclusione di Robinho.
Prestazioni individuali tutte negative, chi più (Pato, Emanuelson, Oddo) e chi meno (Ibra, Thiago, Robinho), con l'unica eccezione di Yepes che gioca una gran partita.
Le attenuanti non mancano. Il centrocampo è composto da uno che rientra da un infortunio, un secondo adattato al ruolo per emergenza e un terzo arrivato a Milanello da meno di una settimana, Pato, invece, non riesce mai a giocare una partita "normale" ... o gioca da quattro o gioca da otto.
E' un peccato che continuiamo a dilapidare a San Siro quanto di buono raccogliamo in trasferta, i 48 punti accumulati in classifica si dividono equamente tra i 24 fatti in casa (in 12 partite) e i 24 guadagnati in trasferta (in 11 partite), sarà anche colpa del campo, ma dobbiamo migliorare lo score interno.
Ciò che mi rende contento è la certezza di non incontrare più, almeno in questa stagione, quel macellaio di Kozak (con tutto il rispetto per i macellai). Rompe uno zigomo a Bonera e prende pure fallo a favore (complimenti vivissimi a Damato, che coniugato al participio presente fa "Demente"), poi prova a somministrare la stessa medicina a Yepes ma con il colombiano rischia grosso, infine manda all'ospedale anche il povero Legrottaglie e prende finalmente il giallo dopo aver sgomitato per tutta la partita ... qualcuno gli spieghi che il Calcio e il Rollerball sono due sport diversi ...
Il risultato finale è deludente, come con il Catania giochiamo un brutto primo tempo e una discreta ripresa culminata nel doppio palo di Ibra, nel diagonale dello stesso giocatore che sfiora il palo un paio di minuti dopo, e nel salvataggio sulla linea sulla conclusione di Robinho.
Prestazioni individuali tutte negative, chi più (Pato, Emanuelson, Oddo) e chi meno (Ibra, Thiago, Robinho), con l'unica eccezione di Yepes che gioca una gran partita.
Le attenuanti non mancano. Il centrocampo è composto da uno che rientra da un infortunio, un secondo adattato al ruolo per emergenza e un terzo arrivato a Milanello da meno di una settimana, Pato, invece, non riesce mai a giocare una partita "normale" ... o gioca da quattro o gioca da otto.
E' un peccato che continuiamo a dilapidare a San Siro quanto di buono raccogliamo in trasferta, i 48 punti accumulati in classifica si dividono equamente tra i 24 fatti in casa (in 12 partite) e i 24 guadagnati in trasferta (in 11 partite), sarà anche colpa del campo, ma dobbiamo migliorare lo score interno.
MilaNumbers (31)
Campionato - 23° Giornata - 1.2.2011
Milan - Lazio 0-0
Migliore: Yepes (7)
Peggiori: Pato (4,5) Oddo, Emanuelson (5)
NOTE:
Primo 0-0 stagionale
Esordio (sfortunato) in rossonero per Legrottaglie, 32° giocatore utilizzato da Allegri in questa stagione
Doppio palo di Ibra al 51'
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domenica 30 gennaio 2011
Statistiche di Catania - Milan 0-2
E' stato buon profeta ieri Allegri, oltre che colorito, quando ha definito quella di Catania "una partita incasinata". Primo tempo molto complicato con Merkel messo in difficoltà da Gomez.
Come se non bastasse Tagliavento si mette a sventolare cartellini gialli a capocchia come in occasione del secondo comminato a Van Bommel ... usando un simile criterio (scriteriato) le partite finirebbero tre contro due se il regolamento lo consentisse.
Affrontare una partita incasinata in inferiorità numerica sembrava preludere ad un risultato negativo, ma la squadra ha reagito in maniera ammirevole andando in vantaggio e ricompattandosi un minuto dopo il gol di Robinho con la sostituzione di Cassano con Oddo che ha preso la sua posizione di terzino destro facendo scalare Bonera in mezzo e Thiago a centrocampo.
Il forcing finale del Catania ha fatto temere un esito finale simile a quelli con Samp e Lecce, ma la zampata di Ibra su assist di Robinho ha chiuso i conti preservando l'integrità delle coronarie dei tifosi rossoneri negli ultimi minuti.
Una vittoria che vale doppio per come è arrivata, chi insegue perderà un pò di coraggio e convinzione, se un Milan decimato ottiene questi risultati cosa farà quando recupererà gli infortunati?
Nel frattempo, però, Ambrosini si è rifatto male, Van Bommel sarà squalificato e martedì è in programma Milan-Lazio ... speriamo di recuperare qualcuno.
Come se non bastasse Tagliavento si mette a sventolare cartellini gialli a capocchia come in occasione del secondo comminato a Van Bommel ... usando un simile criterio (scriteriato) le partite finirebbero tre contro due se il regolamento lo consentisse.
Affrontare una partita incasinata in inferiorità numerica sembrava preludere ad un risultato negativo, ma la squadra ha reagito in maniera ammirevole andando in vantaggio e ricompattandosi un minuto dopo il gol di Robinho con la sostituzione di Cassano con Oddo che ha preso la sua posizione di terzino destro facendo scalare Bonera in mezzo e Thiago a centrocampo.
Il forcing finale del Catania ha fatto temere un esito finale simile a quelli con Samp e Lecce, ma la zampata di Ibra su assist di Robinho ha chiuso i conti preservando l'integrità delle coronarie dei tifosi rossoneri negli ultimi minuti.
Una vittoria che vale doppio per come è arrivata, chi insegue perderà un pò di coraggio e convinzione, se un Milan decimato ottiene questi risultati cosa farà quando recupererà gli infortunati?
Nel frattempo, però, Ambrosini si è rifatto male, Van Bommel sarà squalificato e martedì è in programma Milan-Lazio ... speriamo di recuperare qualcuno.
MilaNumbers (30)
Campionato - 22° Giornata - 29.01.2011
Catania - Milan 0-2 Robinho 58' Ibra 85'
NOTE:
Assist di Robinho (2-0)
Jankulovsky raggiunge Ambrogio Pelagalli a quota 154 presenze
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sabato 29 gennaio 2011
Effetti Collaterali
Messaggio numero 1: “è obbligatorio vincere questo scudetto”.
Galliani non parla più né di dna né di musichette … tampona l’emergenza a centrocampo con una doppia mossa, prendendo per sei mesi (poi si vedrà) un giocatore “scafato” come Van Bommel senza scucire un euro, e continua l’operazione ringiovanimento con il jolly Emanuelson.
L’avvicendamento tra il Dinho e Cassano si sta commentando da solo, i vantaggi sono evidenti.
Questi tre giocatori hanno in comune la caratteristica di non poter giocare in Europa, niente più proclami promozionali su improbabili trionfi in Champions da parte di Galliani, ma azioni che non possono essere fraintese da allenatore e squadra, l’obiettivo da raggiungere è vincere il campionato.
Paradossalmente i rinforzi schierabili solo in campionato potrebbero portare ad un effetto collaterale positivo anche in Champions League per un paio di motivi.
Il turn-over obbligato tra le due competizioni potrebbe offrire l’opportunità di avere sempre un centrocampo “fresco” quando inizieranno le partite a cadenza ravvicinata (e il centrocampo è il reparto più importante), Cassano potrebbe fare le veci del Ronaldo 2007, che permise ai nostri attaccanti di rifiatare prima delle partite di Coppa.
Inoltre giocare in Europa con minori pressioni, senza l’obbligo dichiarato di puntare alla vittoria finale, potrebbe essere un ulteriore elemento positivo.
L’ultima mossa, per il momento, di questa sessione di calciomercato riguarda l’ingaggio del ventunenne terzino sinistro spagnolo Didac Vilà. A prima vista sembra una scelta di ripiego (e probabilmente lo è), tornano alla mente le precedenti esperienze negative dei vari Grimi, Mattioni e del recentissimo Montelongo.
La differenza sta nel fatto che per i tre sopracitati non sono stati spesi i 3,5 mln pagati per avere lo spagnolo. Le referenze non sono un granchè, circola anche qualche voce che lo vedrebbe come parziale contropartita per Criscito, ma non prima di giugno.
Se lo spagnolo non si rivelerà una gradita sorpresa resta la sensazione di non aver colmato una lacuna piuttosto importante, mentre la crescita di Yepes e Sokratis, la fiducia in Bonera e il futuro recupero di Nesta sembrano consigliare la dirigenza di rimandare il discorso centrali a luglio.
Messaggio numero 2 (questo lo mando io): “occhio al Catania”.
Si parla tanto, è inevitabile, di mercato, e troppo poco della partita di questa sera … tutto ciò mi preoccupa un pò. L’importante è che squadra e allenatore memorizzino attentamente il messaggio numero 1 e siano ben concentrati sulla gara, con la consapevolezza che tornare a Milano con i tre punti metterebbe pressione agli inseguitori e darebbe gran morale a tutto l’ambiente.
Recuperiamo due giocatori sui dodici assenti mercoledì (Ambrosini e Bonera), ma perdiamo Abate, e Oddo dovrà giocare la seconda partita in tre giorni.
Ambrosini probabilmente riporterà Thiago in difesa a far coppia con Yepes, Merkel potrebbe portare via il posto ad Emanuelson a centrocampo o ad una delle punte se schierato a trequarti, posizione dove lo piazzerei per dare compattezza alla squadra.
Se partiamo solidi e concentrati il più è fatto.Pubblicato su Mondo Milan Day
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