lunedì 19 settembre 2011

Che sarà?

Statistiche di Napoli-Milan 3-1

Forse sarà che siamo ancora in rodaggio, la preparazione è stata travagliata per via della Supercoppa di Lega e della Copa del Sudamerica, e la condizione fisica è ancora approssimativa. Il centrocampo è lento e statico, la squadra lunga e sfilacciata.

Forse sarà per il numero abnorme di infortunati, 9 su 27 (un terzo esatto), ma al di là del numero, sono le assenze pesanti di Ibra, Boateng, Robinho a complicare maledettamente le cose. Se poi chi è disponibile e scende in campo rende al di sotto delle proprie possibilità le cose si complicano ancora di più. Abbiati, l'anno scorso, probabilmente il gol del 2-1 non l'avrebbe preso, mentre chi potrebbe e dovrebbe fare la differenza si eclissa regolarmente quando la squadra non gira. Non ricordo una sola partita storta del Milan nella quale Pato sia stato il migliore dei nostri.

Forse sarà per il calendario complicato. Ammettendo tutto quanto appena scritto, avessimo trovato il Parma invece della Lazio e il Bologna al posto del Napoli probabilmente avremmo superato indenni il momento difficile ... forse.
Adesso non c'è neanche il tempo di starci a pensare troppo su, mercoledì l'Udinese viene a farci visita a San Siro, difficile recuperare qualcuno, difficile migliorare la condizione fisica in due giorni ... per invertire la tendenza è necessario attingere ad altre risorse, risorse che hanno a che fare con il cuore, la determinazione, la volontà, il coraggio.

MilaNumbers (4)

Campionato - 3° Giornata - 18.09.2011
Napoli-Milan 3-1 Aquilani 12' Cavani 13' Cavani 36' Cavani 51'
CLASSIFICA: Juve, Napoli, Udinese, Cagliari 6 - Genoa, Catania 4 - Palermo, Fiorentina, Parma, Lecce 3 - Milan, Inter, Roma, Lazio ... 1






NOTE:
- Assist di Cassano
- Infortunati: Mexes, Zambrotta, Flamini, Gattuso, Ambrosini, Boateng, Ibra, Robinho, Inzaghi
- Esordio in rossonero per El Shaarawy
- Prima rete rossonera per Aquilani
- Esordio stagionale per Bonera


mercoledì 14 settembre 2011

La Palla è Rotonda (sferica vah)

Statistiche di Barça-Milan 2-2

90 minuti di torello del Barça, una superiorità tecnica indiscutibile, una superiorità territoriale strabordante, 76% di possesso palla blaugrana ... eppure è finita 2-2
Lampo iniziale di Pato che dopo 23 secondi si lancia da solo e va a trasformare il gol del vantaggio, poi per 20 minuti, pur subendo, il Milan produce un paio di situazioni potenzialmente pericolose ma non le concretizza per errori di controllo di Pato, su tocco di Thiago, e di Boateng su suggerimento dello stesso Papero. Poi per 70 minuti si è visto solo il Barça nella metà campo rossonera. Al 36' il pareggio di Pedro sull'unica leggerezza di Abate che, in vantaggio sul pallone, tenta di contenere fisicamente Messi che gli sguscia alle spalle e mette in mezzo per l'autore del gol. Al 5° minuto della ripresa arriva il gol del vantaggio blaugrana su un calcio di punizione (inventato dall'arbitro inglese) realizzato da Villa. Il tempo passa ma il copione rimane lo stesso ... Barcellona a far girare palla nella nostra metà campo e Milan incapace di produrre una sola azione offensiva fino al 92' quando Nocerino, in pressing su Abidal, guadagna il secondo corner della partita (contro 11). Angolo battuto da Seedorf e stacco vincente di Thiago per il gol del pareggio.
Grande partita di Nesta che riscatta un deludente inizio di stagione. Totalmente inutile la presenza in campo di Cassano e troppo distanti i due attaccanti dal resto della squadra per fornire un punto di riferimento credibile. Al momento rimane la soddisfazione per il risultato ... per il gioco aspettiamo tempi migliori.
Pareggio per 1-1 nell'altra sfida del girone tra il Viktoria Plzen e il Bate Borisov con conseguente primo posto provvisorio del Milan.

MilaNumbers (3)
Champions League  - 1° Giornata - 13.09.2011
Barcellona-Milan 2-2 Pato 1' Pedro 36' Villa 50' Thiago 92'
Viktoria Plzen-Bate Borisov 1-1
CLASSIFICA: MILAN 1 - BARCELLONA 1 - Borisov 1 - Plzen 1


MIGLIORE: Nesta (7)
PEGGIORE: Cassano (4)



NOTE:
- Assist di Seedorf (2-2)
- Palo di Messi al 19'
- Indisponibili: Mexes, Robinho, Ibra (infortunati) Gattuso (squalificato) Flamini, El Shaarawy, Inzaghi (fuori lista)
- Rete n° 58 per Pato che raggiunge Giorgione Weah in 25° posizione

martedì 13 settembre 2011

Barça-Milan ... l'ora X si avvicina

Alcune considerazioni nell'imminenza della partita.
Ad occhio e croce, se c'è una squadra che ha qualcosa da perdere è il Barcellona. Dai Campioni d'Europa, o meglio da QUESTI Campioni d'Europa, ci si aspetta sempre la partita monstre, indipendentemente dallo spessore dell'avversaria. Non dovessero portare a casa i tre punti, per loro sarebbe una delusione maggiore di quanto sarebbe per noi una sconfitta sonante. Forse un po' ci temono, o quantomeno non ci prendono sottogamba. Così si spiegherebbe l'ampio turn over applicato da Guardiola nella Liga sabato scorso e costato il pareggio con la Ral Sociedad dopo essere andati in vantaggio per 2-0.
Noi, tutto sommato, possiamo andare al Nou Camp a cuor leggero. Non sarà certo la partita di questa sera a determinare i nostri destini nel girone. La pressione psicologica è tutta loro.

Seconda considerazione. Abbiamo solo due punte a disposizione. Sento dalla viva voce di Galliani che le due punte, per il Milan, sono un dogma ... quindi se per disgrazia ne rimane solo una non si scende neanche in campo? Io "approfitterei" di questa situazione per affollare la zona centrale con una sorta di "alberello di Natale" con Pato unica punta, ma con una variante rispetto alle ipotesi fatte da alcune testate giornalistiche che prevedono Nocerino-VanBommel-Seedorf con Emanuelson e Boateng alle spalle di Pato. La giocherei anche io così ma invertendo Seedorf con Emanuelson. Piazzare il più giovane (e più veloce) dei due olandesi nella zona frequentata spesso da Messi potrebbe essere un bel vantaggio in fase di non possesso, così come sarebbe un bel vantaggio avere Seedorf un po' più vicino a Boateng e Pato in fase di ripartenza.
Senza contare che, data l'emergenza, non potremmo neanche essere apostrofati come catenacciari.

sabato 10 settembre 2011

Delazione Involontaria

Un paio di giorni fa ho assistito in diretta tv ad una scenetta tragicomica: un noto giornalista tascabile esperto di mercato (del quale non farò il nome), ospite fisso di una emittente che trasmette sul digitale terrestre (che non rivelerò), in evidente carenza psicofisica da mercato dopo tre mesi di indiscrezioni, anticipazioni, "sgup", rivelazioni, profezie, suggerimenti e via dicendo, si lascia andare al consueto elogio dell'ospite di turno della trasmissione ... nel caso specifico il direttore sportivo (che non nominerò) di una società neopromossa in serie B (che mi guarderò bene dal citare) malvista dalla tifoseria rossonera per un paio di trascorsi che sono costati altrettanti scudetti alla società di Via Turati (uno all'inizio degli anni settanta, e l'altro in chiusura degli anni ottanta).

Il nostro eroe si infervora nell'elogio dell'ospite cui abbiamo accennato esaltando la capacità di quest'ultimo di intavolare e portare a termine trattative importanti, ma sottotraccia, in un albergo di Milano diverso da quello canonico nel quale operavano tutti gli altri addetti ai lavori, dipingendo il tutto come se fosse stata una gran furbata.
Nel bel mezzo del pistolotto, l'inquadratura cade sul povero malcapitato che viene immortalato intento a gesticolare con gran dispendio di energie. Il nostro bravo giornalista, in collegamento da Roma, avvedendosi dal monitor di servizio dell'agitazione del suo sfortunato interlocutore, ed equivocando sulle cause, chiude lo sperticato elogio con la seguente chiosa: "... e prova a smentire quello che ho appena detto ...".

La parola passa al DS, che nega e si schermisce attribuendo tutti i meriti al suo Presidente, visto che lui (il DS) è attualmente squalificato e non può (potrebbe) esercitare il proprio ruolo.
A quel punto il bravo giornalista riprende la parola per metterci una toppa (che come spesso capita è peggio del buco) ... coprendosi con una mano una buona metà della faccia, per l'imbarazzo, "rivela" che in realtà non stava parlando in modo specifico del DS in oggetto, ma della Società in senso lato ... chissà se Palazzi ne è venuto a conoscenza ...

Distratti

Statistiche di Milan-Lazio 2-2

"Dobbiamo pensare alla Lazio ... al Barcellona cominceremo a pensare da domenica" ... queste le parole di Allegri alla vigilia del debutto in campionato ... buoni propositi che, purtroppo, vengono disattesi. Tutti distratti, chi più chi meno, nella prima mezz'ora di gioco. La Lazio, invece, è concentratissima, e ne mette due. Due sberle che hanno l'effetto di risvegliare i nostri eroi dalla narcolessia con la conseguente reazione che porta all'immediato pareggio. Quattro gol in 33 minuti, poi grande pressione rossonera che produce svariate e ghiotte occasioni da rete andate regolarmente sprecate, mentre la Lazio, in costante calo fisico, si affida ai contropiede con qualche buona opportunità.
Cattiva idea quella di sacrificare la gara con la Lazio per puntare ad un miracolo in Catalunya ...

MilaNumbers (2)
Campionato - 2° Giornata - 09.09.2011
Milan-Lazio 2-2 Klose 12' Cissè 21' Ibra 29' Cassano 33'


MIGLIORI: Cassano (7,5) - Boateng e Abate (7)
PEGGIORI: Nesta e Ambrosini (5)




NOTE:
- Assist di Cassano (1-2) e Aquilani (2-2)
- Palo di Cassano al 63'
- Indisponibili: Mexes, Zambrotta, Taiwo, Flamini, Seedorf, Robinho, Inzaghi
- Esordio in rossonero per Aquilani e Nocerino
- Presenza ufficiale n° 302 per Nesta che raggiunge Nelson Dida al 26° posto
- 183° presenza in Campionato per Abbiati che entra nella "Top 50"

sabato 3 settembre 2011

Connettere il cervello prima di mettere in moto la lingua (o la tastiera)

Sono davvero sconcertato dalle reazioni che hanno fatto seguito all'esclusione di Inzaghi dalla lista Champions. Posso anche sforzarmi di comprendere, sia pure a fatica, quegli invasati che su blog, forum e social network si sono scagliati rabbiosamente contro Allegri per la scelta di tenere fuori Pippo, ma non posso giustificare il tiro al bersaglio nei confronti del Mister rossonero messo in atto da testate giornalistiche come Sky o Sportitalia (Criscitiello & Pedullà). Secondo questi professionisti del giornalismo sportivo, l'esclusione di Inzaghi è solo un'inutile cattiveria ... quattro partite con due squadre come Borisov e Plzen sarebbero state l'ideale per segnare 3/4 reti e superare Raul nelle graduatorie dei goleador europei ... toni indignati ... quasi schifati.
Sono otto mesi che Pippo è fuori per infortunio, ha 38 anni, ieri non era disponibile neanche per giocare un'amichevole a Como ... se non sta cadendo a pezzi poco ci manca ... possibile che non gli sorga il dubbio che siano le condizioni fisiche di Inzaghi a determinare questa decisione?

Poi è facile parlare senza ragionare e senza mettersi nei panni di chi ha la responsabilità di fare certe scelte, ma si rischia di dire un sacco di stupidaggini ... dovessimo perdere la prima partita del girone a Barcellona (cosa tutt'altro che improbabile) sarà necessario cominciare subito a vincere, e l'esperienza insegna che certe avversarie sono squadre materasso quando le leggi sui bigliettini che escono dai bussolotti dei sorteggi, ma quando le affronti sul campo tocca darsi parecchio da fare per batterle. E se Allegri avesse anche inserito Inzaghi nella lista a scapito di Bonera (Nesta è di cristallo, Mexes è convalescente e Yepes ha 35 anni come lo stesso Nesta), e ammesso che nei prossimi mesi Inzaghi sia in grado di giocare, chi avrebbe dovuto fargli posto in campo? ... Ibra? ... Pato? ... è più importante il cammino in coppa del Milan o è meglio privilegiare le statistiche di Pippo?

giovedì 1 settembre 2011

Bilancio sul Mercato


Dopo il piccolo sfogo che mi sono concesso ieri nelle ore immediatamente successive alla chiusura del mercato, vorrei analizzare con maggiore serenità la rosa messa a disposizione di Allegri dalla Società per la stagione che sta per cominciare.
Nonostante le aspettative fossero diverse, gli arrivi di Aquilani e Nocerino devono essere valutati positivamente. 27 anni il primo e 26 il secondo, italiani, buoni giocatori con caratteristiche compatibili con l'idea di calcio di Max Allegri. I due sostituiscono giocatori come Pirlo (grandissimo campione ma ormai in netto calo da 2/3 anni), e Flamini, out per i prossimi 5/6 mesi e mai veramente convincente in questi anni in rossonero.
Sulla carta il saldo è attivo, a patto che i quattro "vecchietti" rimasti tengano botta ma non costringano i nuovi arrivati a sedere troppe volte in panchina. Ma su quest'ultimo aspetto faccio affidamento sul tecnico. Se Boateng si confermerà sui livelli dello scorso anno ed Emanuelson smetterà i panni da oggetto misterioso rivelandosi giocatore da Milan, il reparto mediano sarà certamente competitivo quantomeno in Italia.

Per quanto riguarda gli altri tre innesti, a parte l'ottimo investimento su El Shaarawy, devo dire che sono decisamente più scettico. Mexes, quando tornerà disponibile, sarà una buona alternativa alla coppia di centrali titolare, nella speranza che Nesta regga ancora questa stagione ad alto livello. Se si cercava l'erede del romano, a mio avviso non può essere Mexes.
Mi auguro, inoltre, che Bonera venga risparmiato dalla sfortuna, perchè quando assistito dalla salute ed utilizzato da centrale non ha quasi mai demeritato. In più, a completare il reparto, c'è anche il colombiano Yepes che lo scorso anno si è dimostrato degno di fiducia.

Su Taiwo mi risulta difficile esprimere opinioni in quanto lo conosco poco. Per adesso dò credito a chi lo ha definito un buon terzino, anche se per il momento si può parlare di falsa partenza a causa della squalifica che lo ha appiedato in occasione della Supercoppa, delle prestazioni deludenti offerte nelle amichevoli fin qui disputate, e dell'infortunio che si è procurato nel corso del trofeo Berlusconi. Tra gli altri tre terzini, l'unico che dà pieno affidamento è Abate, mentre Zambrotta non mi ha mai convinto. A mio parere l'Antonini di due anni fa gli è superiore piuttosto nettamente.

Il reparto portieri è rimasto invariato, quello offensivo quasi, tranne l'innesto del Faraone in luogo di Oduamadi praticamente inutilizzato l'anno scorso. La speranza è che l'italoegiziano trovi qualche spazio e che confermi tutto il bene che si dice di lui.
La logica suggerisce di un Milan favorito tra i confini nazionali, ma ancora in ritardo a livello internazionale. Con questa rosa, se esistono margini di miglioramento in grado di farci scalare posizioni in ambito europeo, dobbiamo cercarli proprio nel reparto offensivo. Se Pato e Ibra cominciano a fare la differenza anche all'estero così come riescono a farla in Italia, possiamo diventare molto pericolosi per qualsiasi avversaria (o quasi).

mercoledì 31 agosto 2011

Figli di un AD minore

Finalmente il tormentone (e tormento) è terminato. Credo che anche la maggior parte dei tifosi "filosocietari", anche se non lo ammetteranno mai, siano moderatamente  delusi dalla campagna acquisti rossonera, delusione figlia delle aspettative fasulle create all'inizio di questa maratona sempre più insostenibile che è il calciomercato.

Se Galliani a fine maggio avesse detto: "Cari tifosi, la situazione è quella che è ... l'ultimo bilancio si è chiuso con un passivo di 70 mln, dobbiamo tenere conto dell'imminente fair-play finanziario Uefa, i mercati azionari stanno crollando intaccando sensibilmente il capitale dell'azienda dell'azionista di riferimento, il capitalismo stà affrontando la più grave crisi della sua storia con scarse possibilità di uscirne indenne, e per di più, anche se non dovrei dirlo, lo stesso azionista di riferimento è in attesa di prendere una bella scoppola riguardo il lodo Mondadori. Quindi non aspettatevi impossibili investimenti per tornare protagonisti in Europa, per il momento ci dedichiamo al nostro orticello ... in fondo siamo campioni d'Italia e prometto ... anzi, garantisco, che, sia pure in economia, faremo di tutto per mantenere la leadership in Italia e, se possibile, per rinforzare la squadra."

Ecco, se avesse espresso (anche con parole sue) questi concetti, avrei anche potuto valutare positivamente la campagna acquisti appena conclusa. Ma i "regali del Presidente" per la vittoria dello scudetto, i vari Mister X (con tanto di identikit), l'assalto ad Hamsik respinto con perdite da De Laurentiis (in election time), la presunta trattativa per Fabregas, il sondaggio per Schwainy, le ultime voci su De Rossi e tutto il resto hanno creato aspettative andate deluse al momento di tirare le somme.

Con quali prospettive affrontiamo la nuova stagione? In Europa possiamo puntare a migliorare le ultime deludenti stagioni sperando in un accesso ai quarti (traguardo raggiungibile anche lo scorso anno). Una semifinale sarebbe un successo.
In Italia siamo in pole position. L'Inter sembra in regresso, ha perso un bomber del calibro di Eto'o, e deve assimilare novità tattiche di difficile metabolizzazione.
La Juve è una vera incognita, la Roma è una "santabarbara", la Lazio si è rinforzata ma sembra ancora troppo indietro per impensierire seriamente il Milan.

Ma attenzione al Napoli. Considerare già vinto il 19° scudetto sarebbe un errore molto grave. I partenopei avevano già una buona squadra lo scorso anno. Anche se la rosa mancava di profondità hanno avuto la fortuna (o la bravura dello staff di preparatori) di subire pochissimi infortuni, permettendo a Mazzarri l'utilizzo di quei 13/14 giocatori che ne hanno costituito l'ossatura principale. Quest'anno è stata migliorata la qualità delle seconde linee, cosa utile tanto per affrontare con maggiore tranquillità gli impegni di Champions League, quanto per sopperire ad eventuali problemi fisici nel corso della stagione. Inoltre, l'esperienza dello scorso anno ha sicuramente aumentato l'autostima di tutto l'ambiente e alzato l'asticella delle loro ambizioni. Se dovessi sbilanciarmi sulla principale antagonista del Milan per il prossimo campionato, punterei decisamente sul Napoli.

sabato 27 agosto 2011

Sietima Vez

I precedenti di Milan-Barça


 Milan e Barcellona, due delle grandi storiche del calcio europeo, si incontreranno in Catalunya il 13 settembre per la 12° volta in partite ufficiali e per il 7° scontro diretto nella storia delle varie competizioni europee. Nei sei precedenti (5 in Coppa Campioni/Champions e 1 in Supercoppa) il Milan ha prevalso per tre volte, il Barcellona ci ha eliminati in due occasioni, mentre in un caso le due squadre hanno superato a braccetto il girone di Champions League. Per quanto riguarda le singole partite, le due squadre hanno vinto 4 partite a testa mentre in 3 occasioni hanno diviso la posta in palio. Perfetta parità anche per le reti segnate: 14 a testa.


Il primo capitolo di questa sfida prestigiosa è un doppio confronto valido per gli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 1959/60. I catalani, guidati in panchina da Helenio Herrera, hanno nel futuro interista e pallone d'oro Luis Suarez l'uomo di punta. In quegli anni c'erano in circolazione un certo numero di fuoriclasse ungheresi, e se il più grande di tutti, Ferenc Puskas, avrebbe contribuito a far vincere la 5° Coppa consecutiva al Real Madrid in quella stessa edizione, altri due grandi campioni come Kubala e Czibor militavano nella squadra catalana. Il Milan è guidato in panchina da Bonizzoni con Gipo Viani direttore tecnico. Tra i rossoneri ci sono giocatori del calibro di Ghezzi, Cesare Maldini, il Barone Liedholm, Josè Altafini, Pantera Danova e il più forte argentino che abbia mai vestito la nostra maglia: Ernesto Grillo. Nonostante il Milan sia una squadra estremamente competitiva (sconfitta in finale ai supplementari dal Real solo due anni prima) veniamo "asfaltati" dai catalani che si impongono all'andata a San Siro per 2-0 (con un gol di Suarez) e passeggiano al ritorno con un umiliante 5-1 condito da una doppietta di Kubala e un gol di Czibor. Di Paolo Ferrario il gol del momentaneo 3-1.

Dopo quel traumatico primo confronto trascorrono trent'anni (stagione 1989/90) prima che i rossoneri abbiano la possibilità di rifarsi. La competizione è la Supercoppa Europea, allora la formula non prevedeva una partita secca da disputarsi a Montecarlo ad inizio stagione, ma si giocava andata e ritorno a cavallo tra novembre e dicembre. L'andata si gioca a Barcellona, la partita si conclude sull'1-1 per effetto del rigore di Van Basten e del gol di Amor, uno dei giocatori più rappresentativi della squadra di Cruijff insieme a Zubizarreta, Koeman, Bakero, Laudrup, Alexanco e Beguiristain, Al ritorno basta un gol di Evani al 55' per dare all'infallibile Milan di Sacchi la prima Supercoppa Europea della sua storia. Protagonisti in quel Milan, oltre ad Evani e Van Basten autori delle due reti, l'altro olandese Rijkaard, la difesa storica a parte Baresi assente in entrambe le sfide, e ancora Donadoni, Massaro e Giovanni Galli.

Terzo capitolo. La partita del secolo. Atene, maggio 1994, finale di Champions League. L'orgoglio e la determinazione della squadra di Capello, orfana di Baresi e Costacurta squalificati, scende in campo con la betoniera e restituisce al Barça l'asfaltata di 34 anni prima. Massaro (doppietta nel primo tempo), Savicevic (3-0) e Desailly (4-0 sbeffeggiato da Cruijff il giorno prima) fanno rimangiare all'allenatore olandese (sono passate alla storia le inquadrature che lo ritraevano in panchina basito, attonito, con lo sguardo perso nel vuoto) tutta la sua spocchia, la sua arroganza e la sua presunzione. Annichiliti i catalani nonostante la presenza in campo di gente del calibro di Guardiola, Romario, Stoichkov, Sergi, Nadal oltre ai Koeman, Bakero, Zubizarreta, Amor e Beguiristain già battuti quattro anni prima.

Nella stagione 2000/01 le due squadre si incontrano per la prima volta in un girone di Champions. Oltre a rossoneri (Zaccheroni) e blaugrana (Serra Ferrer), nel gruppo H (stesso gruppo di qust'anno) sono presenti Leeds e Besiktas. Barcellona-Milan si gioca alla terza giornata, è la prima (ed unica) vittoria rossonera in Catalunya grazie alle reti di Coco e Bierhoff che sanciscono il 2-0 finale. Tre settimane dopo, nel ritorno a San Siro, si può assistere allo show di Rivaldo autore di una tripletta bilanciata, per il 3-3 finale, dalla doppietta di Albertini e dal gol di Jose Mari. E' il Barcellona di Rivaldo, ma anche degli olandesi. Nella formazione catalana sono presenti Frank De Boer, Overmars, Cocu e le vecchie conoscenze rossonere Kluivert e Reiziger, ma anche Puyol, un giovanissimo Xavi, Gerard, De la Pena, Simao e il neoallenatore giallorosso Luis Enrique. Dopo le sei giornate il Milan vince il girone davanti agli inglesi, mentre il Barça si deve accontentare del terzo posto che lo "retrocede" in coppa Uefa.

La quinta puntata va in onda nella stagione 2004/05, ancora Champions League, ancora gironi, ancora Milan primo (Ancelotti). Il Barça (con Rijkaard in panchina) questa volta si qualifica per il turno successivo classificandosi davanti allo Shaktar e al Celtic. E' un Barcellona che studia da Campione (vincerà l'anno dopo), dispone di Ronaldinho, Eto'o, Deco, Xavi, Iniesta, Puyol, Marquez, Giuly. Andata a Milano alla terza giornata, finisce 1-0 con rete di Shevchenko. Due settimane dopo è il Barça a vincere in rimonta. Dopo il vantaggio rossonero firmato ancora dall'ukraino arrivano le reti di Eto'o al 37' e di Ronaldinho a un minuto dal fischio finale.

L'ultimo precedente va in scena un anno dopo. Le due formazioni incrociano il loro cammino a livello di semifinali. E', credo, un ricordo ancora fresco per molti tifosi rossoneri. L'andata a Milano si conclude sull'1-0 per i catalani con il gol di Giuly su assist di Ronaldinho. Al ritorno il Milan trova la rete dei supplementari ad una manciata di minuti dal termine, ma l'arbitro rileva un fallo inesistente di Sheva (autore della rete) su Puyol e annulla mandando gli spagnoli a vincere la Coppa contro gli inglesi dell'Arsenal e rimandando di un anno la medesima sorte al Milan.

giovedì 25 agosto 2011

In Barça con il vento in poppa ...

Il sorteggio comincia maluccio, finiamo subito nel Girone H in compagnia dei campioni blaugrana, ma gli abbinamenti con le squadre provenienti dalla terza e dalla quarta fascia trasformano i timori per la sfida con i catalani in un test affascinante sulle ambizioni europee dei rossoneri. Con i bielorussi del Bate Borisov e i ceki del Viktoria Plzen si possono fare tranquillamente 12 punti, per poi giocarci il primo posto del girone con animo leggero contro i catalani, a meno che qualche signore bielorusso del metano non acquisti la squadra di Borisov domani mattina e sfrutti gli ultimi giorni di mercato per trasformarla in una sorta di Anhzi. A proposito di Anhzi ... Samuel Eto'o ha dichiarato di non essere andato in Daghestan, e più precisamente a Makhachkala, per i soldi ... O.o ... forse era una battuta ... brutta ...

Negli altri gironi spicca la buona sorte che assiste ormai da un quinquennio i prescritti biscionati. Cska Mosca, Lille e Trabzonspor (i sostituti del Fenerbache estromesso dall'Uefa) le avversarie dei nerazzurri nel Girone B.
Molto peggio va al Napoli (Girone A) che se la dovrà vedere con Bayern, Villareal e Manchester City, con il serio rischio di non raggiungere neanche il terzo posto che vale l'Europa League. Equilibrato ad un livello non eccelso è il Girone F, composto da Arsenal, Marsiglia, Olimpiakos e Borussia Dortmund. Nel Girone C le finaliste del 1968, Manchester Utd e Benfica, dovrebbero avere vita facile contro Basilea e Otelul Galati. Nel Dirone D, Lione e Ajax si giocheranno il secondo posto alle spalle delle "Merengues" con poche speranze per la Dinamo Zagabria. Un Chelsea tutto da valutare dovrà guadagnarsi l'accesso agli ottavi affrontando Valencia e Bayer Leverkusen, nel Girone E, oltre ai belgi del Genk. Il Girone G, invece, vede ai nastri di partenza Porto, Shaktar, Zenith e Apoel Nicosia.

Guardando le 32 squadre in lizza sembra evidente quanto le modifiche volute da Platini siano un mix tra lo spirito sportivo antidiluviano del suo connazionale De Cubertin e l'esigenza di conservare un buon rapporto diplomatico (elettorale) tra lo stesso Platini e le federazioni minori. Sono curioso di contare, alla fine delle 96 partite della fase a gironi, quante si concluderanno con un risultato tennistico.

Siamo di fronte ad un ibrido. Se la vecchia Coppa dei Campioni vedeva protagoniste solo le squadre scudettate di ogni campionato europeo con turni solo ad eliminazione diretta e sorteggi totalmente liberi (al primo turno poteva capitare un Real Madrid-Manchester Utd e un Apoel Nicosia-La Valletta), l'ampliamento del numero di squadre appartenenti alle nazioni calcisticamente più evolute aveva l'obiettivo di elevare al massimo la qualità della competizione. Le modifiche volute da "Le Roi" saranno anche democratiche, ma hanno ridotto sensibilmente il livello medio nella fase a gironi stravolgendo lo spirito originario della Champions League; quello, cioè, di trasformare la manifestazione in una sorta di Campionato Europeo per club.